venerdì 11 maggio 2012

Cuba bella, Viñales-Terrazas-Avana (n. 30)

(giovedì 26 aprile)
Stiamo andando a Soroa e dintorni, e poi a Miramar, all'Avana. Lungo la strada ci sono dei tali con la camicia gialla, che fanno fermare i veicoli di chi potrebbe avere posto per prendere su qualcuno di quelli che stanno da tempo aspettando un bus che non arriva.
Non poche volte ho visto sui bordi delle strade gente con il veicolo in panne, o con problemi alle gomme, e in effetti ho visto che ci sono molte pinchonerias, pincho, pinchòn in tanti paesi e cittadine, si vede che sono problemi frequenti. Tanti fanno l'autostop (che qui si dice pedir botella). Lungo l'autopista c'è gente che va a cavallo, oppure con un cerretto, o in bici, ... soprattutto sulle strade nazionali o minori.
Lungo la autopista da Pinar del Rio a La Habana si vedono molte grandi vasche per l'allevamento del pesce d'acqua dolce, che poi è destinato all'esportazione. 
Lasciamo l'autopista e dopo un breve tratto di strada siamo a Soroa, in mezzo a una bella e rigogliosa vegetazione, ma giunti all' Orquideario non entriamo a visitarlo perché fa molto caldo e bisogna fare all'entrata una salita a piedi al sole un po' lunghina. Proseguiamo attraversando un magnifico paesaggio tropicale (anche se in parte la strada ha subìto derrumbes, e ci sono obras) e arriviamo ad un magnifico altipiano tra le colline, in mezzo a pini e palme frammisti, è quella parte della sierra del Rosario che è stata dichiarata Reserva de la Biosfera. Qui c'è l'area turistica di Las Terrazas, che è una comunità a sviluppo sostenibile. C'è un bel laghetto con bar e ristorante su palafitte, ci sono bei prati attorno. 
Las Terrazas

Qualcuno sta lavando un cavallo. Proseguiamo ancora un poco per poi fermarci a Baños del San Juan.
Qui scendiamo e facciamo una bella passeggiata tutta all'ombra di alberoni lungo un piccolo rio con cascatelle e pozze d'acqua dove la gente fa il bagno.

Ci sono varie famiglione cubane, o gruppi numerosi di amici, e qualche po' di turisti. Al termine della passeggiatina per il sentierino, ci fermiamo in una trattoria all'aperto per pranzare. 





Invitiamo Humberto a stare a pranzo con noi. C'è una coppia di due musicisti con chitarra e percussioni che canta ci allieta. Sono un po' sempre le stesse canzoni quelle che vengono proposte nei locali al pubblico, e loro non sono proprio di grande qualità. Così come il menu, ci sono un po' sempre quasi le stesse cose da scegliere, e anche queste non è che siano poi di grande qualità, ma comunque prendiamo dei piatti semplici e sono abbastanza buoni (io prendo un pollo a la plancha con su del formaggio fuso).



Do dei soldini a un povero vecchio che si aggira qui intorno, che non se l'aspettava ed è proprio molto contento, poverino (un foglio da 20 pesos di moneda nacional).
Poi riattraversiamo questo ameno paesaggio collinare e torniamo sull'autopista, ed infine arriviamo a Miramar alla nostra nuova (e ultima...) casa particular.

LA HABANA,  IIa visita (26 aprile)

La città ora mi sembra quasi un'altra rispetto a quella che avevamo visto all'arrivo. Mi pare moderna, piena di traffico, con tanto verde pubblico, bei viali alberati, un mondo a parte rispetto al resto dell'isola. Certo è Miramar, il quartiere "migliore" della città, e può darsi che abbiamo forse acquisito in queste due settimane uno sguardo da provinciali ... 
Accostiamo, la strada è sul lato di un bel parco, ma l'asfalto è tutto rotto e ci sono varie pozze d'acqua stagnante e rivoli di scolo, e si deve andare per forza su terra e fango, e ci dispiace perché stiamo per entrare nell'appartamento e non vorremmo subito sporcarlo... Saliamo i gradini del condominio, che visto da vicino è un po' scassato, chiaramente senza lavori di mantenimento da vari anni. Io e Ghila cominciamo ad andare su al terzo piano. Si sale con un ascensore decrepito, sembra un vecchio scatolone di ferro abbandonato. Subito pensiamo: speriamo che non si fermi o si guasti nei prossimi quattro giorni, cosa che non sembra difficile. Chiediamo a uno se qui ci sono ogni tanto degli apagones, ma dice che c'erano anni fa ma che ora in questo quartiere la rete è stata rinnovata e "messa a norma"con le nuove disposizioni... Comunque, dentro c'è proprio buio e i pulsanti non sono in fila e non hanno su scritti i numeri. Per cui è così che andiamo al quarto piano, e poi preferiamo scendere a piedi pur di non ritornare là dentro, ma gli scalini sono stretti e in curva, e sono fatti male, cioè sono ovviamente più stretti all'interno, ma è solo lì sulla sinistra che c'è il mancorrente. . .
Ci riceve Maira perché la signora è al lavoro. Lei è molto gradevole e accogliente e gentile, di bei modi, sorridente e espansiva. C'è anche una cagnetta bassotta molto curiosa. Intanto Humberto ha aiutato a portare su i bagagli e lo ringraziamo e salutiamo cordialmente.
Per essere degli anni cinquanta, è un bel condominio, con belle terrazze, ora un po' trascurato, ma sta su un grande piazzale verde a prato con vari alberoni.


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