sabato 12 maggio 2012

Cuba bella, L'Avana II (n.31)

(segue giovedì 26) La Habana
L'appartamento è ampio con una grande terrazza a cui arriva diretta l'aria dal mare che è dopo la prima avenida. Ha tre camere da letto grandi, tre bagni, una bella cucina e una grande sala all'ingresso. Tutto è strapieno di bei mobili d'epoca, di una marea di soprammobili, poi tende, quadri, divani, poltrone, seggioloni a dondolo in terrazza, ecc. Un appartamento borghese ben conservato. 
Maira è una aiutante di casa, vive qui vicinissimo, la signora ora è rimasta da sola e lavora per cui è fuori tutto il giorno tutti i giorni (tranne il lunedì). Ci sono molti souvenirs di suoi viaggi.
C'è anche un nipote di Maira, Joan di 23 anni, che ci farà da accompagnatore in auto (la signora non ha la patente), una "Lada" russa degli anni sessanta-settanta. Andiamo con lui, e nel traffico noto che ci sono targhe differenti: rosse, bordeaux, gialle, azzurre, bianche, arancioni, marroni, ecc., con scritte o in nero o in bianco. Joan mi spiega che è un sistema molto complesso e complicato per distinguere dalla targa il proprietario del veicolo, per stabilire se in certi luoghi può o meno avere accesso. Per cui serve a sapere se è un veicolo commerciale, di servizio, di ditte, di ministeri, di dirigenti, di privati, o un taxi, o in affitto a turisti (in questo caso inizia per T), eccetera.
Naturalmente lui non è abilitato a fare l'autista, ma accompagna la signora che ora lo ha messo a nostra disposizione (a modico pagamento).
con Joan

Dunque ci facciamo portare come prima cosa a Plaza de la revoluciòn che l'altra volta all'Avana non avevamo visto. Grandiosa, creata per celebrare il padre dell'indipendenza José Martì, e i padri ora scomparsi della rivoluzione Guevara e Cienfuegos. Immensa, ha una avenida di accesso di otto corsie, chiaramente concepita in linea con le grandi piazze sovietiche, per ospitare gli eventi di massa (come quella che ci sarà martedì 1°maggio). C'è oltre alla sagoma in ferro del volto del Ché, e anche quella del volto di Camilo Cienfuegos, e mi viene in mente la famosa canzone:

Te canto, porque estás vivo, Camilo
Y no porque te hayas muerto

Vivo estará en la pelea
Tu brazo de guerrillero
Si por el patrio sendero
Asoma una mala idea

Y despúes noble y tranquilo
Como en el momento aquél
Oirás de nuevo a Fidel
Preguntar ¿voy bien, Camilo?

il monumento-torre a Martì, del '96
la silhouette di Camilo Cienfuegos
e quella famosissima del Ché

Poi ci porta a casa di René per salutarlo. E' una vecchia palazzina liberty del 1924, al Vedado, carina, ma in deterioramento, come moltissime belle case all'Avana. Ci offre un thé verde portato da sua sorella dalla Cina, ci presenta a sua mamma, e al nipote. Ci sono pure un cagnetto bassotto, e un bel gatto. 
Poi joan ci porta in un bello spiazzo tra l'hotel "Riviera" e il "Melià Cohiba", dove c'è un centro commerciale moderno di vetri azzurrati (ma già un po' trascurato e delabré), in cui all'ultimo piano c'è il famoso (perché me lo aveva raccomandato Patty) Jazz Café. Ben decorato da state in bronzo di jazzisti, con una bella vista sul Malecòn e il mare. 
il centro commerciale



Ma io non resisto a lungo all'aria condizionata e vado a respirare sul Malecòn, per vedere il mare, il passeggio, la gente che fa footing, quelli che pescano, i gruppetti di ragazzi seduti sul muretto a cantare e suonare. Poi c'è un bellissimo tramonto proprio lì di fronte.




Mi è piaciuto questo ambiene popolare del lungomare e del muretto, Joan dice che è una istituzione habanera quella di venire a passare la sera sul Malecòn. Alle undici dovrebbe iniziare lo spettacolo jazz ma decidiamo che non ce la facciamo ad aspettare, e andiamo a casa. Dove ci riceve Lucy che dice di essere anche lei zia di Joan, e che è la sorella di Maira, anche se su questo abbiamo dei dubbi, essendo l'una bianca e l'altra nera ... E' molto gentile e ci dice che anche lei aiuta la signora.
Maira, Annalisa e Lucy

Dopo poco torna la signora stanchissima. E a seguire entra un signore sui 60 che probabilmente è un amico di casa, anche lui gentile e affabile. Poi telefono dal fisso a quella amica insegnante di danza che mi aveva segnalato Patty e combiniamo per incontrarci. Noi siamo stanchi e andiamo a dormire, mentre Ghila e Joan restano a lungo a chiacchierare, a guardare la tv, o al computer.
Dalla finesta della camera da letto (senza vetri) entra una bella aria di mare.

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