domenica 20 maggio 2018

9, in Anatolia e Cappadocia (Turchia) nel 1971

Foto di un viaggio fatto in "500" in Anatolia (Anadolu), e in Cappadocia (Kapadokyia), nel 1971:


Non avevo tenuto all'epoca un diario. Ora mi limito a mettere alcune foto e immagini, che siano chiaramente riferibili a quell'epoca, e che possano essere di interesse etnografico.

Comincio da Istanbul, dove avevamo messo la nostra tendina canadese in un prato in periferia, e da lì prendevamo il bus 81, "seksenbir", per andare in centro storico.


 Annalisa vicino al portatore d'acqua potabile

il Gran Bazar  (Kapali çarsi) con in alto dei teli per riparare dal sole

una povera botteguccia
case tradizionali in legno, con le tipiche bow-windows (finestre a loggia sporgente)

bottega di un venditore di tappeti e klimt

tavolini all'aperto per bere del caffé-turco

altre case tradizionali

Attraversato col traghetto lo stretto del Bosforo e passati dalla parte dell'Asia minore del mar di Marmara, ci avviamo in viaggio lungo la costa turca sul mare Egeo (Ege deniz), cioè attraversando Bursa, 
 interno di case tradizionali a Bursa (da cartoline)

poi le rovine di Pergamo e andando verso Smirne (Izmir), poi ai grandi resti archeologici di Efeso, e quindi puntando in direzione di Antalia (Adalia), 
trasporto pubblico a Foça

per poi percorrere a sud la costa del mediterraneo (Ak deniz) di Levante,  lungo il magnifico tratto per Alanya, e poi Anamur, e quindi rientrare attraversando la spettacolare catena montuosa del Tauro,



e salendo all'interno sull'altipiano della Anatolia centrale (Iç Anadolu) fino alla favolosa città di Konya, patria dei Dervisci danzanti. . .



artigiani del rame

lustra-scarpe




grande casa tradizionale anatolica


ambulante che vende acqua fresca e sorbetti

 scrivani e copisti di lettere per clienti analfabeti

un triciclo tipo "Ape" a motore, attrezzato come piccolo autobus

Dunque durante questo lungo percorso su strade strette e un po' dissestate, dove non c'è che uno scarsissimo e rarissimo traffico, con poche auto (sono più numerosi i camion), visitiamo varie località e facciamo numerosi incontri.


dopo Alanya: culla-amaca  all'ombra

un povero orso ammaestrato che il suo padrone fa esibire lungo la strada

Proseguiamo sull'altipiano anatolico
un anziano fiero di posare con l'uniforme della fanteria ottomana dei giannizzeri, a Nevshehir

pasto contadino: pane, olive. formaggio
 forno per pane

lavori agricoli

un altro orso ammaestrato
un pozzo isolato
Ci avviamo ad entrare in Cappadocia
caravanserraglio dei tempi dei primi turchi Selgiuchidi, a Sultanhisar

pastora

 paesi di contadini


 carovana merci

 la fontana a Ciavusin
il paesino di çavusin

tendopoli di nomadi

contadine di un paesino dell'interno, vicino all'ingresso della "città sotterranea"

mercato del bestiame in una cittadina

lungo il percorso si passa vicino ad alcuni villaggi agricoli



un rigagnolo in cui si possono lavare i panni



 tende di mandriani

carro contadino con ruote piene in legno


 altri villaggi con case di fango e argilla



Si incrociano contadini che vanno verso un mercato



 abitazioni in grotta, o parzialmente scavati nel tufo con davanti una costruzione, ad Avçilar

 telai ad Uçhisar


bambini di paese, biondi, alcuni con occhi azzurri, forse discendenti della popolazione dell'impero bizantino, precedente alla conquista dell'Anatolia da parte dei turchi Selgiukidi