martedì 16 dicembre 2014

festività invernali di fine anno

Lunedì prossimo ci sarà la luna nera che segna l'inizio dell'inverno. Oramai il dì, cioè la parte di luce solare del giorno, è giunto ai suoi livelli minimi di durata, e la notte oscura la gran parte della giornata. Ma di solito si pensa poco al fatto che in realtà poi con l'inverno e il freddo, comincerà però anche ad allungarsi pian pianino l'estensione della luce diurna.

Intanto comincia a avvicinarsi Nonno Gelo che porta il freddo e la neve e poi con la signorìa della Regina delle Nevi arriverà anche il ghiaccio. Già abbiamo avuto qualche sentore dell'arrivo del buon vecchio, che per ora sta solo perlustrando con tutta calma il territorio, e ad ogni suo gran passo lascia depositarsi sul terreno un bel po' di freddino…

Poi fra poco si festeggerà la Natività di Cristo, ricorrenza strana, dato che solo l'altro lunedì, l'8 dicembre era stata festeggiata l'immacolata concezione…. 
Come vi scrissi nei primi giorni di gennaio di un paio d'anni fa, nel bel mezzo di quelle feste invernali di inizio 2012:
"Si può sapere quando è nato Gesù bambino ?? dai rari e rapidi accenni nei Vangeli sembrerebbe o in primavera o in estate, secondo molti studiosi più o meno nell'anno 4 dell'attuale nostro calendario... … almeno considerando il passaggio in quell'epoca di una cometa visibile sui cieli di Isarele/Palestina.

Ma è poi così importante stabilire questa datazione? In realtà si tratta di un simbolo, e di un mito.
E ricordiamoci anche che solo fino a un paio di generazioni fa i regali li portavano o Santa Lucia, oppure la Befana ... e a Natale c'era invece raccoglimento e fervore religioso di fronte a un piccolo presepe. 
Mentre oggigiorno si fa festa con una gran mangiata e un brindisi, uno scambio di regali più o meno inutili e costosi, posti sotto all'abete che mettiamo in sala, e portati da un bonario anziano con una folta barba bianca, Babbo Natale, giunto  in volo con una slitta trainata dalle renne … e chiamato nei paesi di lingua inglese e nei paesi nordici Santa Klaus…. "

Una festa dunque che poco o niente ha oramai a che fare con la natività di Cristo. E in effetti è celebrata un po' da tutti quanti -almeno nei nostri Paesi- e non solo dai bigotti di chiesa, in quanto è una festa mondana tipica degli anni del consumismo, quando c'era benessere, abbondanza e fiducia in un futuro sempre più prospero. Festa che si incentra su una gran abbuffata 

con tanto di tacchino al forno, o agnello sacrificale, a seconda degli usi e costumi. Tutto ciò grazie alla lauta tredicesima che veniva elargita praticamente a tutti, per cui si poteva tranquillamente spendere per far "girare" il mercato.
Ma all'epoca dell'Impero Romano era la festa del Dio Mitra, che sconfisse la Grande Bestia, il toro di minoica memoria, facendo sì che ricomparisse il sole ad illuminare e riscaldare la gente infreddolita. 

Poi dal quinto secolo d.C. col prevalere del cristianesimo che divenne la religione di Stato, in quel giorno del "Sole Invitto" venne stabilito di sovrapporre alla festività mitraica la celebrazione della natività del Messia, per fare del Salvatore delle nostre anime, un simbolo di Luce, benaugurale e apportatore della Buona Novella, ovvero il messaggio (o ev-angelio) di redenzione.
Così si sviluppò anche il costume del presepe, da una origine etrusca e poi anche latina, relativa al culto dei Lari, gli antenati della famiglia, che venivano rappresentati da piccole belle statuine poste  in una nicchia in un angolo della casa, e celebrati nella festa sigillaria del 20 dicembre. 

Ora in quell'angolo del salotto, o living room, è sempre più presente un abete, usanza diffusa negli antichi culti dei popoli con la barba incolta, cioè tra gli "extracomunitari" di allora, che in grandissimo numero si stabilirono nei territori romani nel giro di appena un paio di secoli.
L'abete era venerato nei paesi mitteleuropei e nordici come simbolo di lunga vita, cioè in quanto "Albero della Vita" rappresentante il sempreverde che non viene sopraffatto dal gelo e che è garanzia di ritorno, di resurrezione della Vita (che poi si manifesterà a cominciare dalla prima-vera, quando cioè la stationem, lo stazionare del clima, si assesterà ad una temperatura mite, dal greco pros (v)éar cioè appunto l'approssimarsi della "buona" stagione, anche oggi in spagnolo "estate" si dice verano; situazione poi adattata alla promessa della resurrezione che verrà propriamente celebrata a Pasqua).

 Così l'albero di Natale cominciò ad essere conosciuto in Italia, almeno da quando la moglie di Umberto primo (la regina Margherita, quella della pizza...) ne volle allestire uno al suo Palazzo del Quirinale, e questo uso si diffuse verso l'inizio del secolo scorso a cominciare dalle zone alpine e dalle regioni del nord (cioè Piemonte e Lombardo-Veneto, cui poi si aggiunsero con l'annessione anche TrentinoAltoAdige e Friuli V-G).

Comunque, TANTI AUGURI di buone feste di fine anno e buon Anno nuovo a tutti voi!

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