sabato 17 dicembre 2016

il maestro andino Hernàn Huarache Mamani

Martedì prossimo già saranno passati due mesi dalla scomparsa di Mamani, un grande maestro di spiritualità andina post-incaica.  Nato nel 1943 in un piccolo villaggio montano nell'area di Arequipa, nel sud del Perù è morto il 20 ottobre scorso, a soli 73 anni d'età.

Nel mio diario di viaggio sulle Ande peruviane, compiuto nel 2004, e pubblicato da Este-Edition di Ferrara, col titolo "Con lo sguardo del condor", lo cito nove volte, riferendo i titoli dei suoi libri nelle note e in bibliografia. 
E' stato uno dei primi a divenire noti e famosi anche in Europa, con la diffusione dei suoi testi in Spagna e poi la traduzione in italiano, in francese e in tedesco.
In questo Blog lo avevo citato nella puntata n.10, cioè l'ultima, del breve "corso a distanza" sulla spiritualità kichwa e quechua, come autore da comparare alla spiritualità del nord dell'area andina (cioè quella dei kichwa dell'Ecuador riferita in due visite a Ferrara da parte di Emanuel Pumaquero). Si veda appunto il ciclo che ho pubblicato nel febbraio 2012 (http://viaggiareperculture.blogspot.it/2012/02/corso-sulla-cultura-tradizionale-andina_29.html ).

Si possono visionare interviste di Mamani su YouTube, e leggere una sintesi del suo messaggio in:
http://www.hhmamani.com/it/?p=151   in un breve articolo di Laura Dotti, 
e poi dopo la sua morte cfr.:
http://www.eticamente.net/53600/hernan-huarache-mamani-i-10-insegnamenti-piu-importanti.html 

Mentre il progetto di una scuola per bambini e ragazzi, e di un istituto superiore per adulti, chiamato Universidad de Vida y Paz, è in gran parte realizzato e operante da anni ad Arequipa, e forse sarà rispecchiato anche in un istituto dedicato alla sua opera nella Svizzera italiana, come si può vedere in: http://img.musvc6.net/static/78263/documenti/1/ListDocuments/HERNAN_PACHAMAMA.pdf



Quasi tutti i suoi libri sono ora anche in e-book, in versione Kindle. Un elenco -come dicevo- lo trovate anche nel mio testo sul Perù. Comunque si tratta di: Meditazione nelle AndeL'Amore non muore maiGli ultimi curanderosInkaRiy, la profezia del SoleLa donna della LuceNegli occhi dello sciamano (il suo primo e più famoso); La profezia della curanderaI curanderos dell'animaLa dea dell'amore; La donna dalla coda d'argento (v. la nuova edizione con un capitolo inedito e un nuovo epilogo).










 Infine su di lui è stato anche girato un film di Germano Di Mattia, 


ed è stata scritta una riflessione sul suo pensiero (in: Le dodici piogge, Anima Edizioni).


Consiglio i suoi libri perché sono scritti sotto forma narrativa, e dunque facili e accessibili a tutti.
La rinascita della spiritualità andina, e più in genere delle popolazioni indie aborigene americane,  ha dato vita in occidente a forme di rielaborazione in chiave ecologista molto interessanti e affascinanti.


Il suo è anche un appello a salvare la Terra (Yanapaychis Pachamama Causata) dal disastro ambientale, che è un vero e proprio sacrilegio (anche autolesionista, controproducente e irresponsabile).



Nei seminari da lui organizzati portava nel dipartimento di Arequipa al cañon del Colca  a fare delle esperienze in diretto contatto con l'ambiente maestoso delle Ande.  La agenzia

el mirador del Colca

organizzativa da lui creata per scambi e incontri, ora continuerà grazie alle cure della sua compagna (contattare eventualmente: segreteria.pravida@gmail.com).

uno degli ultimi suoi impegni con l'Italia


(Poi per quanto riguarda invece altri autori di scritti sulla spiritualità andina del Perù, ricordo anche i maestri: 
Anton Ponce de Leon Paiva, Américo Yabar, J. Nuñez del Prado, C. Milla Villena, J.L. Delgado, Atawallpa Oviedo, Jorge Carmona, Javier Lajo, C. Ullpu, 
e i libri sulla cultura andina per esempio di Maria Monachesi, Annarita Boccafogli, Roberto Sarti, S. Venturoli, M. Torra,  M. Frera & M. Principi, e altri, come J. Estermann; o anche i miei "Il viandante e lo sciamano" e "Con lo sguardo del condor", Este-Edition, Ferrara).


Questa rinascita di interesse per gli antichi messaggi degli indigeni andini, va di pari passo con i più recenti studi sugli indigeni amazzonici, del Guatemala, e anche del Messico (si vedano ad es. i testi di A. Gramigna), che sono popoli con culture abbastanza parallele e comparabili con quelle di altri popoli centro-sudamericani, e anche con quelli dei popoli degli indios "pellerossa" del NordAmerica. 
Ripresa di studi e interessi che ultimamente è significativa di un mutamento di orizzonte, cioè di un rivolgere lo sguardo al di là dell' Atlantico, oltre che verso l'Oriente (India, Tibet, estremo oriente, ...) che è stato l'obiettivo principale per vari decenni per i ricercatori (ovvero per coloro che sono in cerca di vie spirituali diverse da quelle che hanno prevalso nelle culture occidentali).

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