lunedì 29 gennaio 2018

Viaggio in Georgia 8 (Caucaso, Mestia 2)

Giovedì 14 luglio

Al mattino chiariamo che non vorremmo restare solo due notti (tot.74€uro in mezza pensione) ma tre, e lei dice che ci sono a volte dei malintesi con booking, e che da booking.com poi lei prende di meno di quel che noi paghiamo, e comunque ora non c'è problema a fermarci una notte in più e pagarla direttamente in Lari.
Oggi andremo con Marika e con suo fratello Boria che guida il mini-van, a fare una gita nei dintorni. Dalla strada si vede a sinistra (nord) il monte Ushbà (4700m), poi ci dirigiamo verso il complesso di Tetnuldi, che arriva a 4858m., e non come credevo al ghiacciaio (mqinvari)  di Cha-aedi (?).

l'Alto Svaneti (nord-ovest)

e i dintorni di Mestia e Est fino a Ushguli

La campagna qua attorno molto bella e verde, l'aria fine, il cielo grande, azzurro, limpido. Pian piano si sale e si vedono sempre più vette innevate o ghiacciate all'orizzonte.


un torrente invade la strada
il fondo stradale è un po'innalzato per passare un ruscello

Intanto impariamo che ho! significa ok, certo, sì, mentre ki è propriamente sì, così. Ma Marika ci dice che lei è cresciuta a Tbilisi, mentre Gegi è di qui, suo nonno era un vero Svan. Sia lei che suo fratello hanno imparato lo svani, ma tra di loro parlano sempre in georgiano (=kartuli).

brossura pieghevole dell'ufficio turistico

Dopo un po' l'asfalto finisce e la strada è fatta con quei blocchi o lastroni di cemento armato, che usavano anni fa anche in Germania o nei paesi dell'est. Poi dopo un po' finisce anche la pavimentazione di cemento. Poco oltre c'è, isolato, un bar in mezzo ad un bel pratone verde con alberoni e un bel laghetto di acqua gelida. Un paio di matti fanno il bagno...




Da qui la strada è di terra battuta, ma con tante buche, buche con acqua, e anche sassoni, e poi inizia a salire molto ripida.



Si giunge ad un punto panoramico bellissimo, ma dove ci sono lavori incorso per la costruzione di una funicolare e seggiovia in due tratte. Contestualmente ci sono edifici in costruzione, cioè alberghi, e ci sono piste da sci, per il turismo invernale.


Dopodiché arrivare fino in cima con la pista di terra, è una piccola avventura, che però non sarà più tale dal prossimo anno 2017 quando i lavori saranno terminati e la strada verrà asfaltata ed aperta alle auto. Per ora ci sono solo grossi camion e macchinari. Ci sarà un lungo impianto di risalita e una pista di almeno un chilometro e mezzo per sci e snowboard, praticabile tutto l'anno, anche d'estate.



Per il momento andarci ci impegna non poco, anche per la ripida pendenza e il terreno sdrucciolevole. Boria è veramente bravo e fa tutto in seconda ma spesso anche in prima.






Ma poi arriviamo all'ultimo pilone e ci fermiamo in un terrazzamento a 2990m. E' fantastico!


io vado laggiù, non ci si rende conto delle dimensioni, di quanto è grande...



Fa freddino nonostante la magnifica giornata tersa e di pieno sole. C'è silenzio assoluto, e il panorama è incomparabile. Certo assomiglia a certe delle nostre Alpi, ma è comunque diverso il paesaggio. L'orizzonte è tutto di catene montuose, anche lontanissime (c'è il grande e il piccolo Caucaso). Mentre qui vicino domina il "sempre-innevato", e grandi blocchi di neve dura e congelata permettono di camminarci sopra.

Ritorniamo giù stracontenti di questa ammaliante visione del grande Caucaso. Facciamo delle soste per scendere ad ammirare il panorama, e poi quando si incominciano a vedere i primi fiorellini che sbucano dal terreno fradicio, Marika ne vuole raccogliere da portare a casa e ai parenti. Fiori selvatici di campo, belli.
 Borya e Marika
Marika

chiesette ad alta quota


Siccome a casa ci sono appunto vari parenti, andiamo a pranzo in centro da "Dael" nel giardinetto del cortile sul retro,
in pieno sole, dove sul prato ci sono anche due tendine di campeggiatori e "alpinisti". Si vede in lontananza la catena del Caucaso, e c'è un uccellino che corre indaffarato qui e là con le sue esili ma velocissime zampette.

C'è calma e silenzio, e i tempi dovuti alle difficoltà di comunicazione con le donne della trattoria e della cucina sono molto rilassati. Il posto è molto semplice e "alla buona", e ci piace. Prendiamo tre piatti in due (insalata di melanzane, carne con orzo e farro, e purè di patate con formaggio), per un totale di 16 Lari, cioè 6 €uro e mezzo. Credo che qui ci siano anche camere in affitto.
Scambiamo qualche parola con Mati una ragazza di 18anni che studia lingue e sa bene l'inglese, che ha un bel coniglione, un gatto, e un piccolo micino di un mese e mezzo, e alloggia qui.


Restiamo lì a lungo, a riposare un po'.
La trattoria-affittacamere è nella parte centrale del grande vialone maggiore (che fu viale Stalin), un ottimo posto genuino, e poi andiamo in piazza Seti dove stiamo un po' nel parco su una panchina, poi guardiamo un po' meglio il curioso e originale monumento, e vediamo che sotto c'è un appello alla coesistenza pacifica tra religioni diverse


Poi passiamo l'arco di accesso alla piazza,

camminiamo verso la fine del viale, a prendere qualcosa al "Kafé-Bar". E restiamo lì all'aperto a guardare chi passa.

Si sente che in piazza c'è musica dal vivo, e qui il volume è più accettabile.
Purtroppo nel contempo che stiamo lì sparapanzati al sole, c'è una diatriba tra dei turisti e una cameriera, perché dicono che li ha fatti aspettare molto e poi ha portato loro un piatto che era già freddo, e se ne vanno dentro a lamentarsi di lei con la titolare del bar. Intanto la cameriera piange lacrimoni.

Torniamo a piedi a casa e ci sono dei nuovi turisti russi arrivati con un camper. L'autista usa l'acqua della fontanella per lavare il camper dal fango, poi chiude il rubinetto centrale provocando un grande aumento di pressione idraulica in tutta la rete domestica di tubature, e facendo un disastro.
Le mucche tornano alle loro stalle, ma poi certe restano ferme in strada per conto loro per un bel po', e si lamentano mugghiando finché non arriva la loro padrona.

Venerdì 15 luglio
Arriva per mail una cancellazione della prenotazione, e ne parliamo, e dunque protesto con Booking. Poi ci facciamo aiutare da Marika come interprete per prenotare un taxi dall'aeroporto di Kutaisi (che è ovviamente fuori città, diversi km a est) e per andare con un'auto fino a Borjomi nostra prossima meta. Ma l'autista non risponde mai, e allora Marika telefona ad un suo amico, Georgi, con cui combina per 100 Lari, cioè 40 €uro... (è un lungo percorso). Grazie per l'assistenza, gran ciao a tutti.
Boria ci da uno strappo al vicinissimo aereoportino, e restiamo lì in attesa che arrivi l'aereoplanino con cui ritorneremo a Kutaisi. Si parte alle 10. Come dicevo sopra, il volo ci costa 42 lari=16€uro!




Si tratta delle linee aere private "Vanilla Sky" (dal titolo del film), ci sono solo 17 posti in tutto, più i due piloti, è ad elica (è un vecchio aereo polacco) e si vola a quota 3000m. Spettacolo fantastico. Si passa sopra la catena dello Svaneti Range, ma sulla sinistra si vede bene il grande Caucaso centrale.










(continua)

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