giovedì 16 maggio 2013

Kypros: ( 3 ) Tochni, Zigi, Lefkara

(sèguito)
TOCHNI
Torniamo a prendere le nostre borse e a salutare Anthony che ha mal di schiena, e la donnina minuta singalese che gli dice: they are very good persons, e dire ciao ai nostri amici. Partiamo in direzione Larnaka, e infine usciamo a Tochni (o Takhni).

Il paesino è tutto di case in pietre a vista ocra chiaro, carino. Ci arrampichiamo (con l'auto) in prima, in cima alla collina per una salita ripida di terra, stretta e in curva, e piena di buconi e pietre. Da Episkopi è stato un percorso molto più breve di quanto ci aspettassimo, e così arriviamo "troppo" presto per il check-in ...




dunque un pochino dovremo aspettare e ci mettiamo su dei lettini sul bordo della piccola piscinetta.
E' in effetti un complesso di casette in stile tradizionale, restaurate e adibite a camere ammobiliate e con angolo cottura (vedi www.villas4holidays.co.uk, o www.cyprusvillages.de). Finalmente entriamo nel nostro app. che si chiama Adamos #1, con davanti un cortiletto con sdraio, tavolo, panche, e terrazza panoramica, eccetera. Due stanze, una pranzo-cottura e tv, l'altra con due letti. Il tutto per 25€ a testa con il breakfast a buffet. 




Queste varie casette restaurate e adibite ad appartamentini in affitto, di questa e di altre organizzazioni, sono disseminate per tutto il villaggio. Di fatto questo non è già quasi più il paese di Tochni con i suoi abitanti ma in gran parte è un "villaggio" per stranieri, chiamato Agriturismo.
Andiamo poi a pranzo presto, mangiando a un tavolo lungo la balconata che da sulla piccola e stretta valle arida e sassosa. E' piacevole ammirare il panorama fino al mare.

Prendiamo deep avogado e due insalatone del tipo khoriatika salata con feta, e una omelette alle cipolle con contorno di riso alle verdure. Facciamo un sonnellino sdraiati all'aperto in terrazzo. Purtroppo le porte-finestre sulla veranda non si aprono.
Il gestore ci regala dei bei limoni di campagna, che sembrano quasi dei cedri (del tutto "non-trattati").


Poi restiamo lì a leggere e a riposare nel silenzio, o meglio con l'accompagnamento degli uccellini che hanno fatto un nido proprio tra le travi del soffitto del vano sotto l'arco.


Più tardi usciamo, e scopriamo che la chiave della serratura della porta di ingresso non chiude, prendiamo con noi ciò che conta e usciamo lo stesso.
Quindi andiamo giù a vedere un po' il paese,




e poi sul mare a Zigi che è un vero porticciolo di pescatori, con molti barconi da pesca. E' un paesone un po' squallidone, ma con tanti ristoranti e bar, e nessun albergo. Sono tutti ristoranti di pesce ovviamente, sulla riva.
(Zigi)


Poi facciamo un salto a vedere il paesino di Marì che ha un bellissimo "corridoio" di ingresso con una doppia fila di fiori, poi di cipressi, e infine di palme. E' tutto bardato di bandierine cipriote e greche. E attraversiamo Maroni.



Alla sera decidiamo di cenare "da noi" per non dover fare al buio la salitina ripida di terra. Prendiamo un aperitivo Campari Soda orange,

e ammiriamo l'eterno spettacolo delle lucine che via via si accendono man mano che cala l'oscurità. Poi ordiniamo da mangiare, ma dopo poco purtroppo ci dicono che non c'è più gas, è finita la bombola in cucina, e dunque l'unica cosa che possono darci è pollo alla griglia con riso e melanzane, che è già pronto. Molto buono. Ma intanto incomincia a piovere e ci bagnàmo e dobbiamo spostarci di tavolo. Per dessert prendo un ottimo yogurt greco con noci buonissime e miele dei campi. Ghila prende una banana split con gelato e frutta fresca. 
Alla sera in camera guardiamo in Tv un cartone animato dell'australiano Adam Elliot, "Mary & Max" del 2009  (ma su un canale in tedesco!), e ci addormentiamo nel silenzio.

11 maggio sabato: Choiroikitia

Splendida giornata di sole, anche se le previsioni dicevano l'opposto. Venticello e cielo blu. Già abbiamo visto che qui a Cipro le perturbazioni durano poco e poi scorrono altrove, e se dicono che è prevista pioggia, questo significa soltanto che ci sarà una mezz'oretta o poco più di pioggerellina e poi basta per l'intera giornata. Questione di misure... e davvero tutto è relativo alle abitudini...

Andiamo a Choiroikitia (leggi Kirikizia), sito neolitico molto interessante. Anche se ci sono da fare tante scale, in compenso c'è una bella aria. Ci sono anche delle casupole ricostruite sulla base dei resti di questa specie di cittadina con gli edifici sul pendio, tutti tondi, e attaccati l'uno all'altro. Si tratta di un grande insediamento del IX millennio a.C., cioè 11 mila anni fa (!).


ricostruzione

Ancor oggi una figurina neolitica di omino con collare è presa a simbolo dell'antica storia di Cipro, ed è presente sulla moneta da 1 €uro cipriota.

Altre figurine in terracotta trovate a Lithios, di cui certe risalgono al 3000 a.C., sono assai famose
  la partoriente, la coppia, l'allattamento

Cipro ha una storia antichissima, i ritrovamenti cominciano dal neolitico e dal calcolitico, poi con l'età del rame e quindi del bronzo, e poi arrivarono dal mare varie popolazioni, gli Egei, i Micenei, gli Achei, i Fenici, nel periodo dell'arte geometrica, varie stirpi elleniche, e gli Assiro-Babilonesi, e i Medo-Persiani, finché Evagora non la unificò in un unico regno in periodo arcaico, poi ci fu l'impero macedone, e così via via, i Ptolomei (Cipro fu parte dell'Egitto alessandrino sinché Cleopatra non la cedette a Roma), quindi i romani, i bizantini (con la visita dell'imperatrice Elena), i crociati (e i Templari, e Riccardo cuor di leone), i franchi e i veneziani (e i cavalieri di san Giovanni d'Acri, e poi alla fine del dominio della stirpe dei Lusignano, la regina Caterina Cornaro la cedette alla Serenissima), eccetera sino agli ottomani (dal 1571) e ai britannici (dal 1878). Oggi, dopo la spartizione, sono arrivati i capitalisti russi. Praticamente qui c'è testimoniata tutta la storia della civiltà umana nel mediterraneo...

Poi gironzoliamo a Maroni, un paesino molto carino. A un certo punto sembra sopraggiungere un grande temporalone mentre stiamo andando al sito antichissimo di Tenta, vicino a Kalavasos (che tra l'altro troviamo chiuso),

quindi andiamo a ripararci nel nostro appartamentino, e una signora inglese si mette a parlare con Ghila e dice che andando per una ventina di minuti all'interno sulle colline c'è un paese carino che merita una visita. Lei è di Londra ed è sposata con un italiano, ora vivono qui, e lei fa l'estetista negli alberghi. Intanto il blocco di nuvoloni neri si è quasi dissipato e allora andiamo a vedere questo villaggio più in su.

LEFKARA
Giriamo per le stradine del paese, prima quello alto (Pano) poi quello sotto (Kato). E' carino e con tanti negozietti di artigianato.

Entriamo per pranzare nella taverna di Adamos Achilleodis che è proprio nel centro storico. L'ambiente è messo bene, con tante cose alle pareti, le tovaglie a quadretti sui tavoli, ed è un misto tra trattoria e negozio. E' un po' una ricostruzione molto fedele di come erano le trattorie di paese una volta. Prendo i dolmades, e Ghi la pita con una salsiccia al vino, e lukaniko me salata, un piattino di patatakia, e delle  keftedakia vegetali. La figlia cucina (o meglio riscalda) al momento i cibi precotti preparati da sua mamma.


Entriamo in un negozio tra i tanti che vende opere all'uncinetto, fatte o bordate, o ricamate a mano dalle donne del villaggio, che erano famose per questi lavori di pizzi e di artigianato dei tessuti, che perciò sono noti col nome di Lefkaritika. Una leggenda dice che Leonardo da Vinci fosse venuto in visita sull'isola  per comprare una tovaglia di pizzo per altare da donare al Duomo di Milano, e che fosse rimasto colpito da certi disegni dei ricami locali, e ne aveva anche suggeriti altri. "Lace" in inglese significa pizzo, trina, e "lace-work", merletto; "to lace", guarnire. Compriamo una piccola tovaglia (trapezomandìli) che fa come da centro-tavola, sul beige. Altra specialità è la filigrana d'argento, o "silverware". Inoltre c'è anche del vasellame e ceramica, "pottery". La cittadina al momento è quasi tutta in corso di restauro.

Purtroppo la batteria della macchina fotografica era scarica, e invece qui a Lefkara avremmo voluto riprendere le case, i balconi, le verande, i tantissimi fiori, oltre alle vetrine dei negozi di antiquariato e di artigianato, e i bar... ecc. 
Poi siamo scesi giù a fondo valle, e ci siamo fermati in un negozio di olii, essenze, creme, sciroppi, conserve, dolci, eccetera fatti con prodotti naturali ciprioti. Come ad es. tutti quelli derivati dalla carruba, o mieli, marmellate, o creme di agave, prodotti di bellezza, saponi fatti con latte di asina, puré di olive nere ma anche di olive verdi, sacchetti con le varie spezie ed aromi, e così via.

Pensavo che forse avremmo potuto andare a Larnaka, ma ci vorrebbe troppo tempo. A Larnaka c'è un bel museo di Paleontologia (a Cipro, Ere fa, c'erano degli ippopotami nani...), e poi era stata la città natale del grande Zenone, lo stoico (in effetti l'antica Kition).

(prosegue)

1 commento: