sabato 24 ottobre 2015

La Fiera dell'Expo di Milano


Sono stato a Milano e ho fatto un salto a dare una occhiata all'Expo. Ci sono stato tutto ieri, venerdì 23 ottobre, dalle 9:30 del mattino alle 9:30 della sera. In sostanza non mi è dispiaciuto perché mi ha ricordato di quando da bambino e da ragazzo andavo a vedere la Fiera Campionaria,  perché di fatto di questo si tratta: di una gran Fiera. Quasi ogni Paese nel suo stand (o come si dice oggi: padiglione) fa la pubblicità di sé stesso, e cerca di promuovere  l'arrivo o la crescita del turismo, mostrando quanto è bello e interessante e che belle cose che fa.
Ben pochi padiglioni sono dedicati davvero ai problemi della produzione alimentare e della promozione del consumo di cibi sani e naturali, o di diete e regimi di vita che possano conservare la salute e prevenire malattie. Solo qualche padiglione tratta delle problematiche assai serie e a volte gravi del settore alimentare e agricolo attuale, o delle prospettive future per quanto riguarda la lotta contro la fame nel mondo o le questioni bioetiche, o le previsioni di carattere demografico, sociale, sanitario, dei servizi primari, eccetera. Nè per quanto si riferisce al proprio Paese, né su scala continentale o mondiale.

Sostanzialmente dunque è una fiera, una specie di gran lunapark particolare, e una kermesse di ristoranti e ristorantini e baracchini tipo bancarelle. E purtroppo c'è una massa di gente pazzesca, un flusso di migliaia e migliaia di persone che si spingono, si urtano, si scavalcano, parlano, gridano, cantano, bevono, un gran caos che va al di là di ogni immaginazione relativa al limite massimo di affollamento tollerabile.
Classi scolastiche di ogni tipo, adolescenti scatenati che vanno a far cagnara, molte decine di pullman di gitanti, grupponi di pensionati, un caos permanente. E' massacrante sia dal punto di vista acustico, della fatica di camminare e sia per lo stress psicologico dovuto allo stare permanentemente come in un autobus strapieno (tipo all'ora dell'uscita dalle scuole). Che caos!, rumori, vocii, spintoni, grida, fiumane disordinate che si intrecciano, intoppi stradali  
una biglietteria


il "decumano" cioè il grande vialone principale

Che stancata!! che mal di piedi! che stordimento C'è un casino permanente che rende tutto faticoso. "permesso!", "prego", "ohi?!", "no, io vorrei andare di là", "mah?!", ecc, quanti urti e spintoni…!
D'altronde se in sei mesi sono stati venduti oltre 21 milioni di biglietti d'ingresso, fatti i conti vuol dire che in media sono entrate almeno 120 mila persone ogni giorno, quindi ...
E poi c'è l'assurdità delle code, per entrare in certi padiglioni ci sono da fare file di quattro, cinque ore…. Anche per le file "privilegiate" cioè di chi ha problemi fisici, di bambini in carrozzina, di persone su sedie a rotelle, o di persone in là negli anni (over 65 o 70), ecc. le code possono essere di un paio d'ore... Che senso ha? Uno viene fin dalla sua città a Milano per poi passare delle ore in piedi ad aspettare il proprio turno… ma ne vale la pena? (tanto più che molte volte gli interni sono deludenti) per cui ci sono come delle "mode" a causa delle quali tutti vanno per assaltare gli stessi quattro/cinque padiglioni, e così ne vedranno in una intera giornata al massimo solo due o tre in tutto… La pena e la noia di stare in coda per ore è sproporzionata rispetto all'obiettivo. Ci sarà sicuramente qualche sociologo e qualche psicologo che saprà dare una spiegazione di questo tipo di autolesionismo dell'accorrere a stare in piedi in una lunghissima attesa.

Inoltre trovo che sia veramente incredibile che in un evento internazionale sulle gravi questioni del cibo, ci siano dei padiglioni per es. della CocaCola, o di  grosse banche, o di ditte di birra, o della Algida, di grandi giornali, della Kinder, o della Etihad  ecc. e altre simili.

§. 2
Comunque, al di là di tutto questo contesto (se mai è possibile astrarne), ci sono cose interessanti, belle architetture da ammirare, si ha occasione di avere un primo contatto con paesi del mondo che non si conoscono, e prendere informazioni e visione (attraverso foto, e video) magari al di fuori di quelle che si ricevono tramite tv o i giornali e le riviste più comuni e diffuse. Ci sono anche alcuni spettacoli  notevoli come quello serale attorno al grande Albero della Vita. 


E poi ci sono appunto padiglioni specifici sul tema "cibo", come quello chiamato numero zero dell'ONU, quello della Unione Europea, e Aree tematiche, come quella dello Slow Food, della Biodiversità, o sul Future Food, o le Aree dei cereali, del riso, del cacao, frutta e legumi, quello delle spezie, quello della associazione agronomi, quello sulle Zone Aride, quello sul Mediterraneo, o sulle Isole e il Mare, quello sui tuberi eccetera, che sono senz'altro interessanti
Come pure quelli di certi paesi, come per es. quello molto bello e originale della Gran Bretagna che è tutto incentrato sulla apicoltura
l'immenso alveare britannico

(come lo è anche quello dell'Oman), oppure il padiglione della Charitas, o quello di Save the Children, eccetera.
In tutti questi effettivamente si ritrovano quelle problematiche che l'Expo ha posto al centro del tema cibo, che sono: Fame zero; Cibo sostenibile; Vietato sprecare; Educazione e Salute; Cibo e innovazione; Mercati e contraffazioni; Cibo e Identità.
Si sono tenuti vari e importanti convegni e vertici (in tutto sono venuti qui circa cinquanta capi di stato o di governo, e circa seicento ministri), come quello cui accennavo nel precedente Post dell'8 ottobre.
Queste sono la parte, l'aspetto, indubbiamente interessante e importante dell'Expo.

Per cui nonostante quanto dicevo all'inizio, vi consiglio di andare in questa ultima settimana, è una esperienza da fare.

Qualche piccolo accorgimento:
noi abbiamo constatato che al mattino si riescono a vedere abbastanza facilmente e con i propri tempi diversi padiglioni, si può scegliere quelli senza o con brevi code, ed è una atmosfera più umana. Quindi vi consiglierei -se potete- di andare a Milano la sera prima da parenti o amici a dormire, per poi essere là all'apertura (ci vuole circa un'ora di tempo per arrivare fino alla zona dell'Expo con i mezzi pubblici o in auto). Poi dopo le due e mezza quando le scuole sono finite, e certi uffici chiudono, incomincia ad esserci la folla compatta, e infine dopo le sei quando si paga solo 5€ l'ingresso allora c'è la grande invasione e tutto cambia drasticamente. Noi siamo entrati dalle biglietterie Est di Roserio -dove c'è il parcheggio più grande e ci sono anche più taxi- avendo già i biglietti in mano (li avevamo comprati prima di partire con uno sconto alla Coop di Ferrara).



Per mangiare consiglierei di presentarsi alle 12 massimo 12:30, così si fa poca fila, mentre già dalla una è praticamente impossibile sedersi ad un tavolo. Abbiamo pranzato molto bene al ristorante iraniano, spendendo per un piatto tra i 12 e i 15 €uro. La merenda nel pomeriggio l'abbiamo presa ad un baracchino, e poi verso le sette siamo andati a prendere un t e delle bibite ad un bar. Mentre per cena non siamo riusciti a trovare niente. Da tenere presente che certi padiglioni chiudono alle otto, e che comunque diversi posti per mangiare a quell'ora hanno già finito tutto quello che avevano, o quasi.

Alcuni padiglioni tra quelli in cui sono entrato: Oman, Turkmenistan, Indonesia, Qatar, Turchia, Iran, Israele, Regno Unito, e altri più piccoli come Kirgyzistan, Bolivia, Mozambico, eccetera


Oman


 Russia e a fianco Estonia
 ingresso al padiglione della Russia

la Slovakia

il Turkmenistan


 Indonesia: burattino della dea del riso
altro personaggio del teatro delle ombre

l' Indonesia è il 1° produttore mondiale di olio di palma, con il 53,5% del totale 
(l'altro è la confinante Malaysia con il 32,1%), 
ma non si accenna alle problematiche che questa produzione sta sollevando...

orari di uno spettacolo di maschere e burattini

ingresso al padiglione del Qatar

passando si attivava automaticamente il "benvenuto!" video e audio


Qatar: l'albero della vita (alto tre piani) con giochi di luce


il padiglione "aperto" della Turchia

 Bolivia: gli antichi templi pre-incaici dedicati a Madre Natura

 maschera del folklore per una danza tradizionale (dietro: tuberi dell'altopiano)

la venerata foglia di coca

 la abuelita fatta di chicchi di caffè

 ballerina boliviana in costume tradizionale della sua regione


il padiglione dell' Azerbaijan

il padiglione di Israele dedicato alle innovazioni agronomiche, qui esempi di coltivazioni in verticale


e infine abbiamo visto anche gli stand delle regioni italiane nella parte magiereccia ...

1 commento:

  1. Which is better Coca-Cola or Pepsi?
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