sabato 28 ottobre 2017

Ricorre il 30° anniversario di J.Campbell

Il 30 di ottobre si ricorda quest'anno il 30° anniversario dalla morte di Joseph Campbell (a 83 anni d'età), non solo in America ma in tutto il mondo. La sua amata moglie Jean Edman, nota coreografa e ballerina, che ha ora 101 anni, è al corrente delle manifestazioni in corso per l'anniversario. Tutto lo staff della Joseph Campbell Foundation, e l'università Pacifica Graduate Institute, come pure lo Esalen Institute sono impegnati in commemorazioni e ricordi. La JC Foundation ha recentemente pubblicato come estratto in e-book brani da sue conferenze in cui si esplora il significato della festività di Halloween ("Trick or Treat", illudere o intrattenere).


E la lunga e complessa prefazione al secondo tomo del primo volume dell' «Atlante storico della mitologia mondiale», intitolata "Art as a Revelation", è uscita anch'essa come estratto in e-book. Questo forse è proprio l'ultimo testo da lui controllato e rifinito poco prima di morire. Quando la casa editrice Harper&Row decise di suddividere in due tomi il primo volume, Joe aveva concordato con l'amico e collaboratore Bob Walter di premetterla al secondo tomo, quello sul periodo detto della "Grande Caccia", e così uscì nel 1988.


Alla Pacifica University, dove è conservato tutto il patrimonio librario della biblioteca di Campbell in un Archivio che porta il suo nome, e dove fu istituita una Facoltà di Studi di Mitologia, si prevede un corso da parte del professor Evans Lansing Smith (che due anni fa curò la raccolta degli scritti di JC sulle leggende del sacro Graal, Grail Romances, JCF, edizioni NWL), relativo alle mitologie dell'avventuroso viaggio nel mondo dell'Aldilà.

Ma sopratutto la novità libraria è che E.Lansing Smith sta terminando di curare la raccolta e la pubblicazione di Lettere Scelte di JC sotto il titolo: "Selected Correspondence".

E poi è appena uscito un libro che raccoglie i testi di Joe sul balletto e sulla musica, testi inediti che sembra fossero proprio tra le carte manoscritte pochissimo prima del suo decesso, e


che sicuramente aveva discusso con la sua amata Jean Edman. Tra questi vi è un saggio su "Mitologia e Forma nelle Arti Performative e Visuali". Il nuovo libro, a cura di Nancy Allison,  sarà posto in vendita prima della fine dell'anno 2017.

E' stata anche ristampata l'ultima sua intervista concessa a Bruckner, un giornalista del "New York Times Book Review", il supplemento sui libri del grande quotidiano, intervista originariamente pubblicata il 18 dicembre 1983. Il testo (già da me menzionato nella bibliografia del mio libro) si può  ora leggere integralmente sul sito della Joseph Campbell Foundation in questi giorni (jcf.org):

"JOSEPH CAMPBELL Mythologist: 70 YEARS OF MAKING CONNECTIONS".

Ecco una interessante citazione dall'intervista, sulle sue prime riflessioni giovanili:

«(...) I had been interested in biology from my school days. Talking with Ed Ricketts, I realized that between mythology and biology there is a very close association. I think of mythology as a function of biology; it's a production of the human imagination, which is moved by the energies of the organs of the body operating against each other. These are the same in human beings all over the world and this is the basis for the archetypology of myth. So, I've thought of myself as a kind of marginal scientist studying the phenomenology of the human body, you might say

Inoltre la Fondazione, dietro una anche piccola donazione per il nuovo anno, consente di scaricare la Prefazione che Campbell scrisse (una delle sue prime pubblicazioni, che ho citato nel mio libro) come curatore di una edizione "tascabile" in inglese de "Le Mille e Una Notte", Arabian Nights ( uscita nel 1951, testo da decenni esaurito e irreperibile), e che verrà ripubblicato dalla casa editrice della Fondazione, la New World Library, per capodanno.


ecco una citazione dalla sua Prefazione:
“Shehrzad was a priestess of the psyche secure in her science. The wonderful ease with which she gave not the best of her tales the opening night, yet enough to pique the invalid king’s interest, is one of the subtleties of the collection. Her understanding of the paradoxology of fate was transferred to King Shehriyar’s morbid intellect little by little (never more at a time than a self-righteous tyrant could assimilate), until, in the end, what was there left in the world for him to resist or not to love?” — Joseph J.Campbell, Foreword 

Infine a Karlsruhe in Germania è uscito un volume collettaneo ovvero un numero speciale, curato da Stephan Sonnenburg (della KarlsHochSchule International University) dedicato al 30° anniversario, per la rivista «Journal of Genius and Eminence», diretta da Mark A. Runco, pubblicato dalla ICSC Press.

Probabilmente poi con l'imminente uscita -entro un mese- del nono film della pluridecennale saga di "Star Wars", verrà ricordato anche Campbell, che ispirò e poi consigliò George Lucas nella ideazione delle trame dei primi films (e a cui dunque si deve in generale il "concept" della narrazione).

 
G. Lucas oggi                                                         Lucas e J.Campbell




[ Per associazione di idee mi viene anche in mente che forse quando il giovane Joe passeggiava per Milano con i suoi genitori, andando poi a visitare la tomba di San Carlo, e in particolare "L'ultima cena" di Leonardo (che tanto ha colpito in modo indelebile la mente di Joe), forse avrebbe potuto incrociare mia nonna che abitava non distante, e che magari stava andando a tenere una conferenza o che stava invece portando a spasso mia mamma con la sorellina... ]
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Ugualmente avviene in vari Paesi in cui alcuni giornali e settimanali nelle loro pagine culturali o nei loro inserti periodici menzionano in queste settimane J.Campbell, confido che anche in Italia ricorderanno J.Campbell nell'anniversario della scomparsa...

La casa editrice Lindau di Torino per l'occasione sta per pubblicare la traduzione italiana di un libro (1988) a cura di M. Toms,  costituito da sue interviste all'amico Joe che fu collaboratore del suo programma radiofonico (e che io ho utilizzato e citato a più riprese nel mio libro servendomi della ed. originale in inglese, da molto tempo esaurita).


Come si vede Campbell non è certo caduto nell'oblio, né è drasticamente superato, come certi dicono. Certamente egli operò e pubblicò i propri maggiori studi negli anni '50 - '70 del secolo scorso, e quindi i suoi scritti vanno inquadrati in quel contesto storico e culturale. Ma egli aprì la strada tra i primi (anche se non fu l'unico) alla mitologia comparata, e la sua ricerca sulle similitudini, affinità e parallelismi nei racconti mitici e nelle immagini simboliche contenute, è ancora un campo aperto a numerose esplorazioni e interpretazioni.

Il volume tradotto per Mondadori nel 1977, dell'opera Myths del 1976, 
con testi di J.Campbell, A.Eliot, M.Eliade, e D.Lauf

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Inoltre molti tra coloro che collaborarono con lui, e che furono suoi allievi, hanno poi dato vita negli scorsi anni a importanti iniziative e studi, pubblicando libri, e tenendo corsi e conferenze o essendo attivi in ambito culturale, portando così avanti e attualizzando maggiormente l'opera di JC per i tempi presenti.

Ecco altre due copertine del suo «Atlante storico della mitologia mondiale» (purtroppo mai tradotto in italiano), in formato e-book:



Si tratta di brevi testi dunque, di facile reperimento e interessante lettura.

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