martedì 26 luglio 2011

mi è piaciuto viaggiare di qua e di là (duplice storia del mio girovagare)


Come potete vedere dai miei dati, io attualmente (nel 2011) ho 63 anni, quindi ciò significa che più che altro sono stato in giro nel passato, quando viaggiare liberi era più raro e difficile. Ho iniziato da piccolo grazie a mio padre eravamo in tre sulla Lambretta e andavamo oltre confine in Svizzera a comprare cioccolato e sigarette, e sulla costa azzurra in Francia, e un'altra volta poi con la "giardinetta" Fiat siamo andati in giro per la Svizzera, la Renania, l'Olanda, a Parigi ... e anche in Italia a scoprire il sud, nel primo campeggio del touring club appena aperto a Marina di Camerota, o nelle camere in affitto là dove non c'erano ancora attrezzature alberghiere, alle isole Tremiti, e alle isole Eolie.
Così cominciai ad andare da solo con un amico in Dalmazia, e poi andai a Palinuro mettendo la tenda sotto l'arco naturale deserto, e in Sardegna, e poi il viaggio in Grecia dove c'era solo la Patrasso-Atene-Salonicco ad essere asfaltata, il resto delle strade era di terra battuta.
Pensate che quando andai in India nel 1978, e gironzolai per due mesi con 115 mila lire, non c'era ancora in italiano una "Guida"... solo l'anno dopo uscì quella di Piero Verni (Moizzi editore), la prima vera guida italiana. C'era solo "Andare in India" (ediz. Controcultura),del '74, e poi uscì anche per la stessa editrice "Andare in Oriente", ma erano poco più che opuscoli. Idem per gli altri paesi, per il Messico pure (!), e per l'Algeria usai guide in francese (per es. le vecchie "Guides Bleu"), per Thailandia, e Sumatra guide in inglese, per il Guatemala e per il Nepal trovammo libricini o foglietti sul posto... Avevo anche diversi opuscoletti della associazione Nouvelles Frontières di Parigi, che pubblicò nei primi aa 70 la serie Touraventure. Oppure c'erano i primi fogli ciclostilati di "Avventure nel Mondo" (ora è una agenzia turistica, ma allora era appena stata fondata a Roma da Vittorio Kulczycki e sua madre), con AM facemmo nell'inverno '78 il primo nostro viaggio di gruppo: in Egitto in tenda (rimasto poi per moltissimi anni l'unico viaggio di gruppo che abbiamo fatto).
E allora per orientarsi e per decidere gli itinerari, semplicemente quando "sul posto" si incontrava qualcuno (e ci si vedeva e riconosceva da lontano...) ci si metteva a chiacchierare e si condividevano consigli e indirizzi e dritte varie ... (non solo non esistevano i blog, ma non esisteva internet, anzi nemmeno gli stessi personal computer...né i cellulari, né i bankomat per i soldi....).
Ma ancora adesso però direi che per certi posti è un po' così, ad esempio non ci sono ancora molte guide dettagliate del Nord Corea, o del Sud Sudan, ma poche info anche di molti stati del Pacifico, del Congo exZaire e di vari stati africani, o se uno volesse fare un viaggio nel Surinam e Guyane, o nei tre territori del Nord Borneo, o nella Nuova-Guinea-Ovest indonesiana (Irian Jaya),  o anche semplicemente sono ancora un po' rari i viaggi in Iran, nel Pakistan, nel Bhutan, e nel BanglaDesh, o in Burkina Faso o Sierra Leone, o Azerbaidjan o Kirghizistan ... Quindi per certe destinazioni tutt'ora bisogna un po' arrangiarsi, non è vero? Ecco fate conto che negli anni Settanta era un po' tutto così, soprattutto per noi italiani (allora erano ben pochi i viaggiatori nostrani !).

Dunque qualcuno mi chiede un elenco, ... difficile esercizio di memoria... cerco di mettere un po' d'ordine: prima un po' tutta l'Italia, e vari paesi europei sia occidentali che "di oltre-cortina"..., quindi andai con i miei alle Eolie, e alle Tremiti, in Svizzera, in Francia, costa azzurra e Parigi, in Olanda e Belgio e poi in Germania lungo il Reno, da ragazzo ad es.visitai l'Irlanda (1962), Londra (1963, 1971 e poi 2000), Bulgaria, Romania (1964), Yugoslavia (1965, 1967 in tenda con un mio amico, 1973 e + volte), Corsica (1966 in tenda con un amico), Parigi (con amici nel febb.1968, e poi 1970, 1973, 1975, e poi 1999, 2001), in tenda ci accampammo a Palinuro e girai il Cilento (1968), e poi con Annalisa la Spagna dalla costa Brava in tenda fino in Andalusia risalendo per Madrid e Toledo (nel 1969), e il nostro Sud dalla Campania-Calabria-Lucania-Puglie (1970), la Turchia (in tenda da Istambul all'Anatolia) 1971, Grecia (in tenda nel 1972 e tante altre +volte), Praga, Portogallo (nei grandi accampamenti del 1975), Tunisia nord e sud (1976,1984,+volte), Algeria e Sahara (1977), Pakistan, e India (1978), e Nepal (1978), Egitto (1978/79 poi nel 2007), Messico e poi Yucatan, Guatemala, Belize, Honduras (nel 1979), Thailandia (da Ko Samui a Chiang Rai, e ai villaggi tribali del Triangolo d'Oro), Penang (Malesia), Sumatra (Indonesia) nell'81 (o '82?), e altre volte in roulotte girammo di nuovo il nostro Sud, poi in Olanda (1983), a New York (1984 e varie  altre volte), abbiamo vissuto per un anno a Barcellona (1989/90), poi sono stato a Washington e nel Maryland (1988), e a Boston (1988, 1991, 2000, 2002), costa azzurra (1990, 2002, 2003), di nuovo in Spagna la zona di Murcia (1990 e poi 93), abbiamo girato in auto gli stati del New England (1991), Canarie (1989, 1991, 2003, e +volte), le isole Baleari (una volta Mayorca, un'altra volta Menorca, ...), Malta (1992 e poi anche una seconda volta), e Israele (a cavallo tra dic 1992 e genn '93 girando con un'auto a nolo, anche attraverso i territori palestinesi). Poi abbiamo girato (sempre affittando un' auto) negli Usa: la Virginia, le Caroline, e la bella Georgia (nel 1994), e poi la Savoia, l' Austria (1995), poi sempre in auto tutta la Florida (1996), e la Louisiana (1998), la California (1998), poi lungo la costa allora semideserta di Almerìa nel sud della Spagna (1999), in Istria e Dalmazia sia prima (con una roulotte) che subito dopo la guerra civile (e poi più e + volte), e Savoia, Alsazia e Svizzera, eccetera, eccetera...ora non ricordo tutto più tanto bene, avrei bisogno di supporti scritti o vocali.....
In certi posti, ma ben pochi, ci sono ritornato, (in certi anche più volte, ma in rari casi).

Comunque poi di recente sono stato a girare con la mia auto il Marocco (2000), e poi a vedere un po' d' Australia, il NSWales e il Queensland (giugno 2002), quindi in Kenya, Nairobi, Mombasa e la costa nord, e un villaggio Masai, e vari parchi come lo Tsavo ecc (nel 2002). Poi il Perù andino (aprile 2004); poi in India: in Rajasthan e il nord-ovest (2004); e in Austria; poi di nuovo in Messico, ora girando in bus quello centrale (2005); e di nuovo il Sud dell'India, cioè Kerala e Tamil Nadu (nel 2006). Quindi in Egitto (aprile 2007), e a Lisbona (febbraio 2008), poi abbiamo girato in auto il Sudafrica e lo Swaziland (2008), e a Istanbul (febbraio 2009). Poi abbiamo girato in auto le Ande dell' Ecuador (2009), quindi siamo andati a Rodi (marzo 2010), a Damanhur (2010), in auto e poi con i traghetti postali per i fiordi della Norvegia (nel 2010),  lungo la costa della Manica francese di Bretagna e Normandia, poi da Nantes la costa atlantica a La Rochelle e Bordeaux, quindi in Périgord e Massiccio Centrale; poi a Berlino (ottobre 2010), e in auto nella piccola graziosa isola di Kos (marzo 2011)l. Quindi sono andato con mio figlio Michele a girare la Birmania-Myanmar (maggio 2011); e infine siamo stati a Edinburgo dove abbiamo affittato un appartamento (sett. 2011). Ecc.

[E poi ora aggiungo posteriormente che nell'aprile 2012 siamo andati girando per mezza Cuba; e poi nel Sud del Marocco oltre l'Atlante nel paese berbero (nov/dic '12); abbiamo girato Sri Lanka (nel febbraio '13), e Bali (in settembre '13); e poi siamo stati in qua e in là in Colombia (febbraio/marzo 2015); e per la Spagna del nord, sulla costa atlantica in sett. 2015; e in luglio 2016 abbiamo girato per la bella Georgia (quella del Caucaso); e poi di nuovo siamo andati in Castiglia e a Madrid; e in novembre 2016 eravamo di nuovo in giro con un auto attraverso Israele, poi nell'agosto/settembre 2017 in Etiopia del sud-ovest, ecc …]

E per ora vi saluto.
Paesi che vorrei vedere? ce ne sono talmente tanti che ancora non ho visto… che non so come farò ad andare dappertutto… (anche perché ho il mio principio di andare a vedere possibilmente un solo paese per volta).

ciaociao a tutti!  :-)
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§.2 (un altra "lettera" sullo stesso argomento):
Qualcuno mi ha detto che sono stato fortunato a viaggiare a fine aa 60 / inizio aa 70, ed è proprio vero, l'ho sempre pensato che la sorte mi ha favorito assegnandomi di vivere in questo segmento di anni (cioè dal gennaio 48 quando son nato al .... quando me ne andrò) che è proprio stato bello ed entusiasmante (almeno sin'ora). 
Già il mio bisnonno viaggiava per mezza europa, e poi mia nonna, e poi i miei. con mio padre come vi dicevo eravamo andati alle isole Eolie (1956), e poi alle isole Tremiti (1957), e vi assicuro che era un'avventura (non c'erano alberghi), e poi in giro per la costa Azzurra e la Provenza in Lambretta (io stavo in mezzo), e poi nei primi campeggi, eccetera, per cui evidentemente la passione l'ho ereditata da lui. Ma tornando ai miei tempi, a viaggiare alla fine aa 60 erano quasi solo studenti, e poi più avanti negli aa '70 guarda caso eravamo quasi solo insegnanti (cioè più o meno gli italiani erano le stesse persone ...) e devo dire che eravamo tutti quanti di sinistra, come se le due cose del voler viaggiare e dell'avere una certa mentalità e disponibilità mentale, dovessero per forza coincidere... oggi non è più così, ed è anche giusto...
Insomma io abitavo a Milano in centro, e allora andavo al vicino Touring Club, in corso Italia, e alla Libreria Francese, dove si trovavano le "Guides Bleu" delle ediz. Hachette (Turchia, Grecia, Algeria, India, ...), o le guides Michelin, e le carte Michelin, le uniche disponibili di paesi lontani, e i libretti di Nouvelles Frontières, o poi alla Libreria Feltrinelli vicino a piazza Fontana (che molto più tardi aprirà anche una Feltrinelli-International per i libri in inglese). 
E infine nacquero (non solo a Milano) le Librerie di Controinformazione, e lì si trovavano testi sui paesi del "Terzo Mondo". Oppure circolavano dei ciclostilati. Questo conferiva un che di misterioso e riservato, se non un po' segreto, a certe informazioni... sinché non sono fiorite delle case editrici, come StampaAlternativa, la Emme, la Guaraldi, Bertani, Red, la Savelli, la Salamandra, Arcana, Armenia, i libri di Rajneesh (poi chiamato Osho), eccetera, che parlavano di "altrove". E l'associazione "Avventure nel Mondo" di Vittorio Kulczycki in via Vitellia 81 a Roma dove avevano anche delle raccolte fotocopiate di articoli, dei ciclostilati, e ci si poteva documentare (feci il primo viaggio in Egitto con loro, nell'inverno 1978 in tenda: "Nilo78"). 
E poi molti stimoli venivano dai film dei cineforum, in cui si vedeva ad es. in "O Cangaceiro", il Brasile, o in "Cria cuervos" di Saura, l'Argentina; e poi rare immagini dalla Cina ancora misteriosa, e la favolosa India. Insomma c'era un "esotismo" di sinistra, e a questo contribuirono anche i romanzi di Garcia Marquez col suo Macondo in "Cien años de soledad", e tutti i vari scrittori sudamericani, e messicani, o anche le poesie e le canzoni greche, turche, balcaniche eccetera eccetera.
Finché certe case editrici come la Valmartina di Firenze, che tradusse in it. le famose "guide Fodor", e la Vallardi  che tradusse le famose "Rough Guides", le ed. Futuro di Verona, e la Moizzi, iniziarono a pubblicare guide turistiche per paesi di altri continenti, con consigli. E infine arrivarono anche in Italia le Guides du Routard (in francese) ! veramente adatte alle nostre esigenze di budget e ai nostri interessi. Poi la Cluep di Padova.
Oppure, come dicevo, ci si scambiava notizie nelle varie occasioni di incontro, per es, ho girato tutta la Cappadocia e l'Anatolia con una 500, e andavamo in certi "alberghetti" o "campeggi" (=accampamenti) ... in cui l'unica cosa che mancava era l'igiene.
Ma per es. era un po' così anche nei piccoli campeggini in Italia, che erano rispetto ad oggi un po' degli accampamenti spontanei, o comunque non regolamentati e suddivisi, erano per appassionati del genere Natura. Ricordo poi un bel giro di "campeggi liberi" alla fine anni Sessanta, e quello che avevo fatto partendo dall'Arco di Palinuro e compiendo il tour completo del Sud, da Campania, Calabria, Basilicata, alle Puglie (nell'estate dell' anno 1970).
Poi per poter viaggiare in altri paesi era meglio se ti imparavi una trentina di parole nella lingua del posto, perché ben pochi sapevano l'inglese o altro. E per esempio se ti imparavi i numeri potevi contrattare i prezzi. A me era sempre piaciuto sin da piccolo inventarmi degli alfabeti segreti, e poi al liceo l'alfabeto greco, e così mi imparavo per i viaggi il cirillico (ricordo che in Bulgaria i menù erano dei fogliettini di carta tutti solo in bulgaro) oppure mi ero imparato quello hindi, quello arabo, quello thai... così si poteva sapere dove si era e dove si stava andando, (e cosa mangiare). Per es. leggere le scritte in thai fu essenziale per le fermate dell' autobus, o per prendere il treno. Ora per mancanza di continuità nell'esercizio li ho dimenticati purtroppo...
In questi accampamenti (come quello spontaneo e piccolino all'Arco di Palinuro, oppure ricordo quelli grandissimi del Portogallo nel 1975 all'epoca della rivoluzione dei garofani del companheiro Vasco), si faceva per le prime volte del nudismo, si imparavano canzoni popolari del folklore locale, e si incontravano giovani stranieri e così ci si esercitava un po' maccheronicamente con le lingue. A volte questi nostri raggruppamenti di giovani un po' "strani" attiravano l'attenzione, anche con inconvenienti (in Portogallo una volta fummo minacciati da robusti giovanottoni di paese -che erano venuti a sbirciare di nascosto- e ci fu una rissa solo perché stavamo nudi in spiaggia, o anche solo a nuotare, anche se si andava ovviamente sempre molto molto più il là rispetto a dove c'era della gente, proprio per restare indisturbati). 
Comunque prima di partire ci si documentava (ma questo è uguale anche oggi) e se non si era trovata/o un/a compagna/o di viaggio (il che dava coraggio per decidere) si partiva lo stesso, perché in fondo non ce n'era bisogno, era proprio con i viaggi che si poteva star sicuri di incontrare qualcuno di simile; come dicevo ci si riconosceva da lontano, e poi si frequentavano gli stessi posti a buon prezzo. E insomma si era sempre in compagnia, e così magari si trovavano compagni/e di viaggio almeno per un tratto di strada. E ad ogni incontro c'era tanto da raccontarsi anche perché si aveva bisogno di notizie e di consigli e dritte.

A differenza di molti altri, io non mi facevo scrupoli ad andare anche in posti con governi politicamente autoritari, anzi mi faceva proprio dispiacere per quella gente, per loro poverini che erano messi male già economicamente e in più gli toccava stare sotto un regime... quindi andare, parlare, incontrare, poteva essere una occasione rara per molti di apertura, di acquisire conoscenze, di discutere liberamente... e almeno si portavano anche un po' di soldini a chi ne aveva bisogno anziché ai grandi alberghi. Quindi la gente ti avvicinava con curiosità e simpatia. Almeno io ho questo ricordo non solo di Spagna e Grecia, durante i periodi di dittatura, ma anche di Turchia, Tunisia, e pure di Algeria, Guatemala, Sumatra, eccetera.

Ma ora basta, sto forse esagerando nel dilungarmi, e non vorrei stra-dire. Questo secondo paragrafo del Post l'avevo iniziato soltanto per dire che sì c'erano posti "autentici", spiagge immense deserte, luoghi incontaminati, ... ma qualcuno anche ora c'è, magari più nascosto. Però di certo furono i cosiddetti hippies e freaks per primi a scoprire certi luoghi (da Palinuro, a Formentera, a Swayambunath, a Goa, a Pune, nel sud della Baja California, o lo Yucatan, Bali, o il Myanmar o il Laos ecc.), insomma i vari "Puerto Escondido", che poi purtroppo furono lanciati dalle Agenzie per il turismo organizzato di gruppo, come veri paradisi incontaminati, ma contribuendo proprio così a renderli non più tali... (sigh!).

scusate (di solito io non sono mai così tanto chiacchierone),
riciao a tutte/i e buon viaggione a voi

CARLO da Ferrara  :-)
carlo_pancera@libero.it

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