sabato 2 novembre 2013

Bali 30 (ultimo giorno)

3 ottobre,  TRENTESIMO GIORNO

La camera va lasciata entro le dodici, e noi andremo all'aeroporto non prima delle 18, ci sentiamo un po' come tra color che son sospesi... Facciamo le valige che poi lasceremo in ricezione.
Mi riguardo foglie e fiori, e un bell'uccellino, e riascolto richiami e cinguettii: Avrò certo nostalgia non solo di questi suoni ma anche della vegetazione così straboccante, e anche dei sorrisi dei balinesi...






In definitiva, la grandissima parte di chi viene a Bali ci viene solo per le spiagge, per abbronzarsi, per fare shopping, e per passare le giornate tra piscina e ristoranti, con un intermezzo di massaggi o sauna. Poi viene per gli intrattenimenti dei locali dove passare la serata. Tutte cose che anche noi abbiamo pur fatto. Un'altra gran parte degli stranieri viene qui per fare surf, e/o diving, scuba, snorkeling, e altri sport, come rafting, eccetera. Negli intervalli liberi ci infilano magari una gita organizzata in pullman.
Tutte cose piacevoli che qui si possono trovare e combinare, piuttosto quel che volevo dire è che per molte persone andare ad Aruba nei Caraibi, oppure venire qui, in fondo fa poca differenza.
Ma a Bali non mancano certo anche quei viaggiatori (che di solito prediligono soluzioni economiche e che sono disponibili ad adattarsi) che sono incuriositi proprio da Bali e dai balinesi.
Dopodiché conta anche il fatto che qui, oltre alle bellezze del paesaggio e alla ricchezza della cultura locale (quindi visitare dei templi o vedere il teatro delle ombre, o ascoltare la musica tradizionale, vedere dipinti e oggetti, ecc), si può anche ritrovare un ambiente da backpakers, o similari, dove poter incontrare gente con cui chiacchierare e stare in compagnia di altri viaggiatori indipendenti, parlando e sognando su questo viaggio e anche raccontando di altri bei viaggi.

Dopo pranzo scambio due parole con Ema della reception, le dico che mi ha fatto piacere conoscerla, perché lei è sempre cortese e sorridente, e mi dice che i balinesi che son dovuti andare per lavoro fuori dell'isola hanno tutti una grande nostalgia della loro patria, e anche se ad es. nella vicina Java c'è sviluppo e lavoro nelle città, però molti si trovano male a causa del contesto islamista a volte oppressivo verso i comportamenti, e invasivo anche nel privato. Lei ritiene che per questo qui tutti sorridono e hanno un atteggiamento più leggero. Forse alludeva ad una sua personale esperienza...

Andiamo infine all'aeroporto e l'autista gratuito dell'albergo ci lascia al nuovo settore delle international departures, ma si tratta di quello riservato ai soli voli "Garuda" (la compagnia nazionale indonesiana)! Così con le valige dobbiamo ritornare indietro e andare da tutt'altra parte, ed è lontanissimo... per fortuna certi addetti a cui chiediamo informazioni, si preoccupano di noi, e uno ci accompagna con il car elettrico...! (e poi non vuole nessuna mancia).
Ceniamo qui.

4 Ottobre 2013
Bali-Singapore, durante la breve sosta bighelloniamo un po' guardandoci in giro in quell'enorme aeroporto, e poi si riparte per Amsterdam. La tratta Bali-Amst è di 17mila km. pari in tutto a 18 ore.
Infine c'è Amsterdam-Bologna, e poi a Bologna ci viene a prendere con la nostra macchina Michela, e con lei facciamo la strada da Bo a Ferrara. E finalmente giungiamo a casa a Vigarano, dove apriamo le valige tirando fuori gli acquisti, con i loro densi profumi e colorati ricordi balinesi.
Che nostalgia... e oltretutto qui in questi giorni fa freddo, ci sono 11 gradi! e c'è umido, la nebbia, e tutto è grigio…   :-(

ciao Bali bella


E' proprio il paradiso degli dèi, come dice una favola:

I Gusti era un gran cacciatore e se ne stava acquattato nel folto della vegetazione in attesa, quando scorse un bellissimo uccellino con piumaggio multicolore. Lanciò un sottile dardo con la sua cerbottana, quando corse là per vedere, trovò un magnifico mantello morbido e soffice di piume colorate. Mentre lo accarezzava sentì una dolce voce femminile dire "che te ne pare? è bello vero?", alzò lo sguardo e vide una attraente fanciulla che poteva solo essere una principessa o una dea. Emozionato le disse "te lo restituirò solo se accetti di sposarmi". Lei con un sorriso rispose: "va bene pur che tu non mi chieda né il mio nome né la mia origine". Vissero felici e contenti nella sua capanna e dopo un anno nacque un bel bimbo. La sola presenza di lei e del piccolo riempiva di gioia le giornate. Ma da allora lei sembrava assorta e sospirava. Intanto cuciva tutto il giorno piume di uccelli e fece due splendidi mantelli. Tornando a casa li vide ultimati e chiese cosa fossero, allora lei gli disse di essere la figlia del dio dei venti, e che questi mantelli avrebbero permesso a lui e al figlio di raggiungerla in cielo. La sera dopo, al suo ritorno la sua sposa non c'era più.  Passarono dei giorni in cui il bambino ripeteva di volere la sua mamma, e allora Gusti prese la decisione di indossare lui e il figlio i due mantelli. Si sentì leggero e prese il volo verso le nuvole, al di sopra di esse apparve un etereo castello, e Deva Bayù, il dio dei venti, apparve sulla soglia, e dietro la sua figlia sorridente. Madre e bimbo si abbracciarono, e lei gli disse che il figlio sarebbe tornato a trovarlo quando avrà imparato dal nonno i segreti che regolano i venti e le stagioni. Anni dopo il figlio tornò da suo padre e gli spiegò tutto quel che gli uomini devono sapere sulle fasi lunari, sulle tempeste, sui germogli e sulla generosità degli dèi che provvedono amorevolmente alla vita degli esseri umani sulla terra. E questo perché Bali è un divino paradiso dove gli dèi hanno dimora.

I Gusti Madé Deblog (1906-86), la nascita di Hanoman, 1936, inchiostro su carta, Museo Puri Lukisan, Ubud


P.S.: il presente diario è pubblicato anche su
http://www.cipiaceviaggiare.it/bali2013.htm
http://www.viaggiareliberi.it/diari_asia.htm
e
http://www.viaggimiraggi.it/Diari/?number=699

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