domenica 4 settembre 2011

Post buffo sul cervello dell'uomo che si restringe ...


"Quando il cervello dell'uomo si restringe ..."

Per ristorarvi un poco dai patimenti di questo caldo opprimente vorrei raccontarvi una freddura. 
Anni addietro, mi pare ormai una dozzina, se ricordo bene, Laurie, una amica americana, mi diede da leggere un articolo ritagliato da un giornale di Miami su un congresso scientifico che si svolse non ricordo dove, in cui si riferiva di una ricerca sull'invecchiamento del cervello, stando alla quale con l'avanzare dell'età, in particolare tra i maschi più che tra le femmine, si determina una sorta di rinsecchimento della massa cerebrale, che fa sì che il cervello si restringa.
(d'altronde se si restringe è ovvio che il cervello si secca..!)
 Aspettate....: chiamavano il fenomeno con le solite sigle un po' astruse che fanno però tanta "scena", vado a controllare su quel vecchio ritaglio, ... che però ora non trovo, perché non è là dove ricordavo di averlo messo,......scusate, invece eccolo qua: OMBS, cioè Older Male Brain Shrinkage, che sarebbe: 
"il restringimento del cervello del maschio anziano". 
Quindi secondo quel congresso si tratta di un rinsecchimento o contrazione della massa cerebrale... Di qui deriverebbe una graduale perdita della memoria relativa al passato immediato. 
E con molta ironia l'articolista (che era stato inviato a quel congresso scientifico perchè la cosa lo interessava molto per motivi personali), diceva di essersi sentito in realtà sollevato a venire a sapere queste notizie, scoprendo che dunque non era un problema solo suo quello di avvertire una sorta di "rincoglionimento" graduale, ma piuttosto è un disagio assai diffuso che precisamente si chiama Ombs, ...e questo lo consolava....!!!?


Così intanto che passeggiava nel salone dell'areoporto in attesa di ritornare a Miami, vide un'edicola e si ricordò che voleva comprare certi giornali di quella città in cui già si riferiva del locale convegno, per prendere spunti per scrivere il suo articolo durante il volo (e non rischiare di dimenticarsi di cose importanti). 
Li portò tutti alla cassa e la cassiera fece la somma e lui pagò, e ricevette il resto esatto. Poi si ricordò di riporre con cura lo scontrino nel portafogli per poterlo aggiungere all'elenco delle spese sostenute di cui chiedere rimborso, quindi corse a prendere il suo volo, contento di essersi ricordato di tutte queste cose. 

Cosa scoprì una volta seduto nell'aereo? 
Ma la domanda è del tutto retorica solo per le donne e per i giovanottelli (parola ora in disuso e dimenticata), mentre certi signori di mezza età ... (altra p. in d. e d.) già si staranno chiedendo: di che cavolo di aereo sta parlando? cosa c'entra l'aereo con tutto ciò?! (spiegazione per gli anziani maschi : si era scordato i giornali alla cassa dell'edicola...). Rientrato alla redazione del suo giornale presentò lo stesso anche quello scontrino perchè in realtà è poi proprio su quello che scrisse l'inizio del suo "reportage" (p. in d. e d.),  sul restringimento o come diavolo si chiama (OM BUS) .... (ma che cavolo significa 'sta sigla??...).


Al di là di questo divertente "reportage" giornalistico, devo confessare che anch'io mi dimentico facilmente  per esempio il nome delle persone (nel momento stesso in cui me le presentano e mi dicono il loro nome...) quindi posso ben capire. 
Raccontavo di questo mio problema proprio a quella mia carissima amica americana.... sì, quella che stava a Innsbruck, ma sì, stava con il nostro amico austriaco Joseph..., "Annalisa! come si chiama ...?"  beh insomma era lei ( si chiama Laurie) che allora mi raccontava di certe cose che si facevano quando avevamo l'età dei nostri attuali studenti, e che ora magari giudichiamo con severità non ricordandoci più che noi stessi ci si comportava nello stesso modo! ed è vero... chi se ne ricorda mai? le ho chiesto come faceva lei a ricordarsi tutti quegli episodi,.... ma non ricordo cosa mi aveva risposto.

... ma di cosa stavamo parlando? ah sì, di quell'articolo di giornale americano, 
dunque... solo che ora non mi ricordo più dove l'ho appoggiato perché poco fa era arrivata intanto una telefonata... che mi ha distratto ... 
"Annalisa! come si chiamava quello che aveva telefonato poco fa !!!???". 
Oddio, mi sono dimenticato di salvare il file con il testo che stavo scrivendo al computer .... 
Vabbé tanto ora non mi viene più in mente..... a chi avrei voluto inviarlo...?

Mi direte che passati i sessantacinque si comincia a perdere la memoria, e invece mi diceva non so più quale mio amico: che non è vero! non è vero che a una certa età ci si dimentica facilmente, no, anzi!, se ci sono tre cose che caratterizzano l'età anziana, una è proprio questa!, e la seconda ... è...    (???)


Boh ... sì insomma è tutta un po' una freddura, roba da ridere ...   

(vi ricordate che faceva molto caldo, vero?)

2 commenti:

  1. si ma..come ci dice il bel film dell'altro giorno però il nostro cervello ha anche mille potenzialità ancora da scoprire, e poi non puoi incoraggiare la gente scrivendo tu stesso, e poi non sentirti inconraggiato tu stesso per primo da quel che scrivi e che hai letto..

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  2. Mi ha scritto un mio ex studente:
    spero si ricordi ancora di me (visto anche l'articolo sul blog riguardo al restringimento del cervello :-) ), ora studio a Genova e faccio del mio meglio per dedicarmi al curriculum di scienze cognitive che ho scelto.
    Spero che vada tutto alla grande, comunque non ne dubito vista la sua inesauribile vena creativa...
    L'ho contattata perché leggendo il blog ho acceduto alle informazioni personali ed ho notato che si sta dedicando al tema dell'identità personale: visto che la mia fidanzata ha deciso di scrivere una tesi al riguardo, mi chiedevo se avrebbe qualche testo o articolo da consigliarmi.
    Ritornando invece all'articolo sul blog, mi sa che non si deve preoccupare: un recente studio dimostra che le persone anziane che si dedicano costantemente a lettura e pratica intellettuale attivano aree del cervello diverse da quelle dei giovani, sopperendo con la diversificazione dei compiti alla mancanza di elasticità cerebrale; chi non allena il cervello, invece, continua ad usare, per un medesimo compito, le medesime aree dei giovani con risultati a dir poco pessimi. Direi che lei può stare moooolto tranquillo... :-)

    e io gli ho risposto:
    caro emanuele ma certo che mi ricordo bene di te, nonostante veda molti studenti e ogni anno questi siano persone diverse. mi ricordo anche che avevi intrapreso la strada degli studi cognitivisti. direi che forse si ricorda meglio quel che è stato anche intrecciato con la compartecipazione dei sentimenti e delle emozioni in un contesto del
    vissuto che aveva determinato un certo stato d'animo. quegli anni, e quei corsi, assunsero un significato particolare per il mio percorso
    di ricerca interiore, e quindi difficilmente me ne potrei scordare e assieme alla situazione, nel ricordo vengono i personaggi o almeno i
    protagonisti. questo lo dico riflettendo sulla mia esperienza, ma purtroppo non mi pare una regola ferrea, molte volte non funziona
    bene: forse il mio attrezzo non si è disseccato ma si è annacquato?
    quanto all'identità (chi sono dunque "io" per parlare del mio attrezzo come di un oggetto?) a fine novembre uscirà il mio libro per F.Angeli
    edizioni. che è un guazzabuglio di riflessioni a-sistematiche. mi farebbe piacere rivederti, cari ciao  :-)

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