venerdì 8 marzo 2013

Sri Lanka (11) da Tangalle a Mirissa

domenica 17 febbraio,   da Tangalle a Mirissa

Al mattino vado con i soldini a casa della tizia e compro un paio di calzoncini corti e una maglietta, molto colorati con motivi orientali, e porto un giocattolino e una bambolina per i bambini. 

Poi partiamo con tutta calma, il percorso non è certo lungo. Facciamo la strada costiera, della parte più a sud dell'isola. Qui lo tsunami è arrivato forte, ci sono stati molti morti e distruzioni il 26 dicembre del '04, siamo a 1600 km da Sumatra. C'è un monumento commemorativo a Dikwella (=long bridge), ed è stato un disastro grande per tutta questa costa fino a Bentota. 
In quei giorni Kennedy era in giro ad accompagnare dei turisti olandesi, proprio due giorni prima era al parco nazionale di Yala, a dormire nell'albergo che c'era dentro al parco, e lì poi l'onda che è arrivata ha distrutto l'albergo. E' arrivata il 26 alle 8:30 del mattino, poi è arrivata alle 9:15 a Bentota. C'è stato il famoso episodio di quelli che essendo scampati alla prima onda, sono andati a rifugiarsi nel treno che era in stazione, e così moltissimi del villaggio li hanno imitati, in 1270 sono poi morti nel treno alla seconda onda che ha fatto rotolare per tre volte locomotore e vagoni. Molti i morti anche a Paraliya, sempre su questo tratto di costa, in tutto sono stati quasi 50 mila i morti, più i feriti, i menomati, cioè quelli rimasti per sempre invalidi, e tantissimi i figli restati orfani, e le case, i negozi i capannoni, le attività lavorative perse. Ancora adesso ci sono problemi con gli orfani, le vedove, gli anziani rimasti soli, eccetera.

Ma ora ci distraiamo guardando il bel paesaggio, e vediamo che molti mandano i figli al tempio, o in chiesa i cristiani, per le lezioni di catechismo e di dottrina. Si vedono che stanno in fila o in cerchio all'aperto. Ieri il Presidente Mahinda Rajapaksa, che è originario di Tangalle, era a casa della sua famiglia. Perciò ieri e oggi c'è tanta polizia stradale. Certi famigliari suoi sono ministri, o politici, o sono in affari. Il Presidente secondo K. è bravo, perché gira molto per il Paese. Ha appena inaugurato il secondo più grande ospedale a Jaffna nel Nord. Vediamo che lungo il percorso che lui farà per rientrare a Colombo ci sono spesso scritte "Jaya Lanka", viva Srilanka, o Srilanka vince. Passando vediamo un tempio, a Dehundara, che è hinduista e buddista (cosa inimmaginabile in India), in cui ci sono due elefanti da cerimonia. Dehundara è molto nuova. All'inizio del golfo di Màtara, da dove parte l'autostrada per Colombo, ci sono tanti militari che aspettano l'arrivo del presidente. C'è anche una università in un grande parco. Vediamo una scuola montessoriana (ma ne avevo già viste un paio altrove). Un Kid Centre, cioè una scuola materna. 

Ci sono piantagioni di cocco, di cannella, cacao, alberi del pane, alberi della pioggia, e canna da zucchero. Ci sono come sempre dei bellissimi fiori e vegetazione lussureggiante.



Passiamo in rassegna un po' di termini in singalese (sinhala) relativi alla cucina locale: lo wadde, dolce-salato; kiri-bath, riso bollito nel latte di cocco; paripoo, zuppa di lenticchie con peperoncino; vambotu, melanzane fritte con zenzero e curcuma, cannella e peperoncino; ambu-trial, tonno in latte di cocco e tamarindo; wata-lappan, budino di cocco con anacardi e cannella; e kiri-hodi, latte di cocco, zafferano, cipolla e pomodori.

Dalla strada si vedono belle spiagge, e passando nei paesini si vedono parecchi turisti, vediamo diversi ragazzi e ragazze con uno scooter affittato, con un particolare porta-surf, che vanno dove ci sono ondone. Tutta la costa da qua a Bentota è da anni molto turistica. 
Passiamo il capo di Dondra che è il punto più a sud dell'isola (a soli sei paralleli dall'equatore).
Poi entriamo a Màtara (che significa città di Dio). Fu fondata dai Burghers, i coloni olandesi e poi in generale europei che si erano stabiliti qui definitivamente e avevano spostato donne singalesi, i cui discendenti hanno costituito a lungo il gruppo più attivo della economia singalese. Sorge alla foce del fiume Nilwala e conserva il bel forte olandese, palazzi coloniali e case di ogni epoca in una mescolanza di antico e modernissimo. La città di Màtara è moderna e animata. Vediamo una stazione di pullman nuova, un forte del periodo olandese, un grande ponte nuovo a 6 corsie sul Fiume Blu, il porto olandese Van Eck, mentre continua la strada a 4 corsie. Tanti adesso in città vanno alla scuola secondaria. Qua e là ci sono poster con immagini del ministro di dipartimento locale. Pochi gli uomini in sarong o lungyi. Ecco passare altre due ragazze bionde in scooter per surfisti.

Proseguiamo in direzione di Weligama. E oramai siamo arrivati alla spiaggia del golfo di Mirissa. Ci sistemiamo al simpatico e piccolo  "Summer Breeze guest house and cabanas" (cioè: brezza estiva), proprio sulla spiaggia. Posto carino. E' di una giovanile quarantenne di Innsbruck, Sandra, che ha due rotweiler, e del suo marito srilankese. Ci guardiamo attorno e il posto ci piace molto. Costa 24€ al giorno la camera doppia con bagno, e breakfast.
( http://lanka-houses.com/guesthouses/mirissa/summer-breeze-tourist-guest-house.html )
Qui Kennedy ci lascia, come avevamo concordato, e ci salutiamo, lui torna a casa con l'auto. 


Per avere i lettini sulla spiaggia, e per mangiare bisogna andare al loro altro guest house and restaurant "Wadiya". Appena sistemati i bagagli, andiamo subito a farci una piacevole camminata in spiaggia e a raggiungere questo Wadiya. Ed eccoci ora qui sdraiati a prendere il sole su un lettino del bar (incluso per i clienti), a guardare le onde e i surfisti che le cavalcano. E qui al ristorantino-bar abbiamo il 10% di sconto.
il golfo di Mirissa
la punta della penisoletta sulla sinistra
il lato destro

Andiamo un po' in giro per lo spiaggione, e visitiamo il "Paradise Beach", che era stato previsto nel primo programma di viaggio, e poi invece era risultato che non c'erano più disponibiltà (se arriva un gruppo o due che gli riempie tutte le stanze, non guardano più alla data di prenotazione....), tanto meglio, avevamo comunque già cambiato idea e siccome Amal aveva occasione di venire qui domenica scorsa, ha trovato il Summer Breeze, che è più a buon prezzo, e molto preferibile per i nostri gusti...dato che questo Paradise è proprio un hotel. 

Annalisa e Lucia si fermano a un negozietto di gemme che è molto più economico di quello di Dambulla... Lo Sri Lanka è ricco di pietre preziose, e in particolare sono tipici dell'isola i moonstones, le pietre-di-luna, che si estraggono da profonde miniere qui nel sud, a Meetiyagoda dove, a detta dei locali, c'è l'unica e sola miniera di pietre-di-luna naturali. I pozzi vanno giù dritti a 25 metri dalla superficie, e i filoni sono anche a 50 metri. Sono gemme che non si tagliano e sfaccettano, ma si cesellano in cabochons levigati e lisci. 
Comunque poi a Sri Lanka ci sono -come accennavo qualche giorno fa- anche rubini, zaffiri, cat's eyes, occhi-di-gatto, e occhi-di-tigre, che si estraggono principalmente a Ratnapura, la cosiddetta gem city di SriLanka (da un articolo su "Serendib" di febbraio).

Continuiamo la nostra rassegna dei locali lungo la spiaggia, e vediamo che in fondo a destra ci sono diverse altre guest houses carine con ristorantino annesso. 
Facciamo il bagno, e la doccia, e vita da spiaggia. Per pranzo prendo un sandwich al pollo, e poi più tardi quando non ne posso più di stare in spiaggia, all'ombra perché il sole è violento, me ne sto al bar a bere un frullato di banana... Qui al Wadiya c'è campo per fare chiamate con Skype.
In giro c'è gente piacevole e simpatica, molti giovani, ma anche viaggiatori pensionati.

C'è una fila di soli otto ombrelloni coi lettini, numero giusto, e alle spalle diversi tavolini per smangiucchiare un panino e bere, un assembramento non eccessivo, che fa allegria senza causare disturbo.



Un esempio di menu: si suddivide in breakfast, toasts, fresh juice, sandwiches, lobster, fried dishes, full fish, rice&curry, devilled, chopsy, special rice, noodles, pasta, desserts, drinks; ad es.: riso con 4 vegetable curries, o con pesce e tre veg curries, o con pollo, o prawns (gamberi), o calamari ...; oppure vegetable fried rice, riso saltato in padella con verdure, oppure chicken, prawns, fish, sea food, o mix ... fried rice; o i noodles, spaghetti cinesi, con gli stessi condimenti; o fried noodles eccetera; spaghetti Neapolitana, spaghetti Carbonare, Fetachini Alfereda con insalata e crostini di pane all'aglio; uno dei pesci che sono esposti, alla brace: Barbeque full fish with salad and vegetables; desserts: fruit salad with ice cream, curd & trickle, banana pancake (o pinapple, o fruit), banana fitters (o pinapple...), ice cream with cake. Eccetera, ma più o meno -soprattutto qui sulla costa, essendo menu rivolti a turisti occidentali-, da queste parti sono tutti di questo tipo.
Poi ritorniamo alla guest house e stiamo lì a uno dei tavoli sul prato a chiacchierare (ci sono anche alcuni surfisti italiani che stanno preparandosi), fino al tramonto.

Ma alle 18:20 pm arriva il buio. Allora si esce per andare a cena lungo la spiaggia. Percorriamo la strada, dove non si vede più nulla (non abbiamo portato con noi la pila), e dopo un po' ci giriamo a sinistra e scendiamo verso la spiaggia. La temperatura è leggermente diminuita e che effettivamente una bella brezza dal mare (la summer breeze, appunto).
Tutti i baretti e ristorantini hanno messo i tavoli sulla sabbia, al posto delle sdraio-lettini e degli ombrelloni, e su ogni tavolo una candela protetta dal vento dentro a quattro vetri. 
L'effetto è grandemente suggestivo, con tutte queste lucine tremule nel buio pesto lungo la spiaggia ... ci sono pure sulle capanne dei ristorantini strisce di lucette colorate tipo natalizio, appese anche sugli alberi e palme e sui tettucci, per cui si ha questa visione sino in fondo in fondo di tutta questa luminaria. Ed è un risultato stranemente molto carino, ad ogni ristorantino corrisponde anche un tavolo sulla battigia illuminato, con su il pesce pescato di giornata da scegliere per la cena. 




Tutto l'ambiente è un po' retrò tipo anni settanta, ma ammodernato, con tutti muniti del loro iphone o ipad. . .
Al ristorantino Wadiya alla sera ci lavorano anche Sandra, suo marito, e il ragazzo tuttofare del SummerBreeze. 
In generale qui ci sono tanti ragazzi e giovani locali che sono un po' tipo rasta e essendo scuri sembrano proprio dei giamaicani, o comunque dei caraibici. 
Si sta da dio ad assaporare la brezza, guardare le onde che si avvicinano verso i tavoli e con le loro lingue d'acqua a volte lambiscono i piedi... e si sta ad ascoltare musica. Il cielo stellato poi è una meraviglia. 
Dopo cena passeggiamo sulla spiaggia in questo clima mite, e infine torniamo (purtroppo senza pila...). Dormiamo bene con un buon condizionatore silenzioso che al solito puntiamo a 28°, un bel fan, ventilatore, indirizzato verso altrove, che serve a mettere in movimento l'aria (dato che chiudiamo la porta e anche la porta del bagno, che al solito è caldo). E ce ne stiamo sotto al baldacchino con la grande zanzariera che pende e ci avvolge e ci protegge....

il decoro delle piastrelle del nostro bagno



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