venerdì 8 marzo 2013

Sri Lanka (12) Mirissa beach

lunedì 18,   Mirissa beach


Ci svegliamo e con andiamo direttamente al tavolino davanti alla nostra camera e la cameriera, una signora gentile e sempre sorridente, ci prepara, e poi con calma ci porta il breakfast.

Ad un certo punto arriva il ragazzo, e poi un altro che era anche lui al Wadiya, e sale proprio sulla palma sopra al tavolo, e stacca un grosso casco di cocchi col machete. Anche i pescatori delle casupole sul sentierino qui a sinistra si prendono una corda a 8 in cui infilano i piedi e salgono su palme toddy molto più alte della "nostra", e lasciano cadere i cocchi con gran tonfi.
Intanto diamo finalmente le nostre cose alla cameriera da lavare, e lei sembra esserne contenta, ci dice il prezzo sottovoce, come un po' vergognandosi, ma per noi è un prezzo ridicolo. Poi chiacchieriamo con la giovane quarant'enne Sandra. Ci dice che è venuta a vivere qui sei mesi fa, e ha intenzione di restarci a vita. Comunque dice che dall'inizio di quest'anno gli stranieri oramai non possono più comprare terreni e case. 
Veniamo a sapere dal ragazzo che qui vicino c'è uno bravo che fa i massaggi, e combiniamo per un massaggio dopo pranzo. Poi già che ci siamo combiniamo anche per una gita in barca per domattina. Ma io e marco non ci stiamo, ci da a entrambi fastidio il dondolio in barca, quindi noi combiniamo per andare a vedere un posto di serpenti che c'è nell'entroterra. 

Quindi andiamo a fare di nuovo una passeggiata sulla spiaggia per vedere bene i locali che ci sono in fondo al golfo dalla parte destra. Ci sono dei begli alberghetti e pensioncine non invasivi. 



Per esempio c'è un posto che si chiama "One World, home for backpakers", che mi pare simpatico. E in fondo in fondo una guest house nuovissima tutta di legno. Altre sono invece un pochino arretrate rispetto alla spiaggia, dentro alla vegetazione, ci sono tante palme e mangrovie.




Poi ci accorgiamo che una piccola sezione della spiaggiona appartiene alla Guardia Costiera, e quindi è pubblica, per cui uno può venire qui e mettere il suo asciugamano sulla spiaggia all'ombra degli alberetti, e stare lì senza dover pagare o essere cliente. In realtà poi vedremo che certi alberghi lasciano stare sulla spiaggia là davanti a loro anche non-clienti. Per esempio proprio il residence Paradise-resort ha un cartello per indicare un'area "for non-resident guests". 
Poi al ritorno vediamo che il posto della guardia costiera ha pure un allevamento protetto di uova di tartarughe e delle vasche con piccole tartarughine neonate a cui un inserviente sta dando dei pezzettini di pesce da mangare. Ce ne sono di razze diverse, di più piccole e di più grandine.


Poi dopo marco&lucia vanno a vedere i negozietti lungo la strada statale. Io invece vado a guardare a sinistra della nostra guest house. Ai gradini di cemento ci sono dei gran granchioni...
Continuando il sentierino di terra che costeggia c'è subito un gruppo di capanne di pescatori, e più in là uno spiazzo con tante barche, e infine girando dopo la punta c'è un altro golfetto, più riparato e isolato, con solo due o tre alberghetti e guest houses. Per esempio c'è il Goggle Rest che mi pare un buon posto.






Torno per pranzo ma decidiamo che ci basta un bel succo di mango che danno in un gran bicchierone, per la cui preparazione però il ragazzo e la cameriera ci mettono un'oretta buona d'orologio... 

Alle due e un quarto usciamo sulla strada statale che attraversiamo e ci dirigiamo su per lo stradello proprio di fronte al nostro ingresso, e dopo una ventina di metri ci dovrebbe essere questa "Badora Spa" dove vorremmo fare un massaggio. E' in pratica la bella villetta di un giovane professionista, il signor Nimal Ahangama, che con un suo collaboratore fa massaggi in casa sua. Avrà circa una quarantina d'anni, ci riceve sua moglie e il figlio di 8 anni. E' davvero molto bravo a fare massaggi. Ha imparato alla scuola di questa società che si chiama appunto Badora, il cui slogan è: "bring the heaven on earth", porta il paradiso in terra. Ha un catalogo, da cui io scelgo di farmi fare il Full body aroma therapy.  Per un ora di durata mi massaggia con olio all'eucalipto. Non solo lui, ma a quel che riferisce lucia, anche il suo collega sono entrambi proprio bravi ed esperti, ed è più a buon prezzo degli altri che avevamo fatto sin'ora. Torniamo rilassati e soddisfatti. La casa è in Bandaramulla, e il contatto si prende via mail (nimal255@ gmail.com).

Altra passeggiatina, guardo con maggiore attenzione gli alberghi vicini alla nostra guest house sulla destra. Sono degli hotel, comunque sono gradevoli perché sono un po' vecchio stile. 


Mi accorgo di un manifesto su una palma che invita ad andare a seguire lezioni di kundalini yoga proprio nell'albergo attaccato a noi dietro al muro. Decido di andarci senz'altro domani pomeriggio.


Facciamo il bagno vicino alla penisoletta che fa da riparo alle ondone dei surfisti. 


Alla sera Sandra e il suo compagno (Asanka) ci danno le indicazioni per le gite di domattina.
Restiamo ad ammirare il tramonto.




Poi andiamo al solito ristorantino "Wadiya" a cena. Annalisa e io scegliamo un bel pescione corallo tutto rosso e ben carnoso da condividere, mentre lucia&marco scelgono un barracuda, che forse è anche più gustoso del nostro, e senz'altro più delicato. Questa sera però i giovani qui sono disorganizzati, fanno pasticci, e insomma si aspetta molto a lungo. Ma tanto..., ci godiamo la serata sulla spiaggia.


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