venerdì 17 aprile 2015

5) Viaggio in Colombia; Popayan 3: Silvia (tra i Guambianos)

martedì 3 marzo 
Per andare a Silvia bisogna prendere due corriere, andando alla stazione Terminal des autobuses di Popayàn (a poco più di un quarto d'ora dal centro), prendere il biglietto per il bus che va verso Cali sulla 25, cioè la Panamericana, fino al paese di Pièndamo (1 €uro e 25), e poi lì scendere, e prendere una corriera locale che sale su a Silvia (1€ e 45). Ci vogliono un paio d'ore di viaggio, in tutto non sono molti kilometri (circa 53), ma il dislivello è di circa mille metri.

Il primo bus (della Coop. integral de taxis "Benalcàzar") ha una assistente che sta seduta davanti, vicino al guidatore e che serve per espletare la burocrazia della vendita e del controllo dei biglietti. Il bus ha tutti dei decori sul parabrezza e anche sullo specchietto. Supera sempre, incurante della doppia riga continua, passando a volte anche sulla destra.
Alla "stazione" di Pièndamo che è appunto uno spiazzo dove "stazionano" vari bus che arrivano, partono, attendono, con totale caos, individuiamo il nostro e saliamo sul secondo bus (dei Coomotoristas del Cauca), e lì aspettiamo. Anche questo ha i decori sul vetro. Naturalmente quando si viaggia si telefona, e infatti c'è un Alquiler de simcard para venta de minutos (affitto di card per cellulari per scatti di minuti). Uno salendo chiede se quel posto nella parte davanti è libero, e gli rispondono un po' titubanti: aquì estaba Don José...; ci pensa un attimo e va altrove.

Arriviamo fin su, con vari saliscendi e curve, a 2684m alla piazza principale, il Parque di Silvia, una piccola cittadina rurale di circa trenta mila abitanti, fondata dagli spagnoli nel 1562. Sul lato destro  c'è la grande area del mercato coperto dove c'è di tutto e si vende di tutto.
Ci sono degli slarghi dove posteggiano i vari camion, corriere, e bus. i trasporti passeggeri degli indigeni sono in gran parte dei chivas, cioè delle corriere aperte con sedili di legno, oppure camionette, o altro, adattati al momento. I grossi mezzi pesanti sono spesso tutti decorati.






Dunque qui scendono, specie il martedì, moltissimi Guambianos di tutte le età, vestiti con il loro costume tradizionale, che vengono dai loro villaggi su in montagna (cinque o sei). In tutto sono circa 12mila i membri di questa comunità andina. Gli uomini portano una gonna midi un po' stretta, mentre le donne portano spesso un cappello che noi diremmo "maschile". Molte donne vengono con i loro bambini, anche piccoli.




Ma anche altri indigeni di altre comunità con abiti di colori e di fogge differenti vengono a vendere e/o comprare. Ci sono anche molti comedores, che sembrano mense per i poveri, dove possono sostare.




Questo non è un mercato per turisti (che comunque vengono dalle città nel fin-de-semana), ma per le loro necessità quotidiane. Nel mercato ci sono varie zone, con verdure, con carne, oggetti, o animali, o fiori, o frutta, abbigliamento, scarpe, ecc…







E' un gran caos di gente e di andirivieni, ma senza gridi di venditori, né gran vocio, sono tutti molto tranquilli. E' un mercato davvero straordinario, fornisce uno spettacolo sempre mutevole che non ci si stanca di stare ad osservare.


Giriamo qua e là, curiosiamo, e faccio molte foto. Una mi chiede: "ma poi che te ne fai?" riferendosi alle foto. Le spiego che quando sarò ritornato nel mio paese che è molto lontano e molto diverso da qui, mi serviranno per ricordare i posti dove sono stato, e per me sarà bello rivederli. "Ah… è così !?, ora capisco".











Il tutto ben sotto sorveglianza delle forze dell'ordine:

Si torna. andiamo a cercare un bus per Piendamo o diretto per Popayàn






troviamo un diretto per Popayàn a 3€uro (cioè 7mila pesos).

Al ritorno si fa più velocemente dato che è tutta discesa. Sono seduto di fianco a un Guambiano in costume, con la sua gonna turchese, e gli chiedo se da loro la scuola è bilingue, mi risponde di sì che tutte le scuole nelle aree indigene ora sono sia nella lingua locale, cioè per loro in Namrik, sia in spagnolo, a seconda delle materie e del grado. 
Eccoci arrivati, scendiamo al Terminal. E' stato un giro veramente straordinario, indimenticabile.

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