lunedì 20 aprile 2015

9) Viaggio in Colombia; VdL 3 (monastero del silenzio, e Ràquira)

GIRO NEI DINTORNI DI VILLA DE LEYVA  (2):

Quindi -sempre attraversando questa bella campagna- andiamo a quello che era stato in questa zona il primo monastero domenicano, fondato nel 1620. Si trova a soli 13 km in salita da VdL. Un luogo affascinante, che infonde una calma e una serenità incantevoli.
Bello il monastero, il chiostro, e interessanti le camere dei frati, gli attrezzi di lavoro, la raccolta di fotografie e disegni. E inoltre è collocato in un luogo arcadico.




Nel museo interno oltre a una fornita biblioteca con opere del Cinque-Seicento, e secc successivi, si trovano documenti storici importanti e interessanti. Tra cui un'opera famosa di frate Juan de Torquemada (non so se fosse apparentato col Grande Inquisitore Tomàs), Los veinte y un libros rituales y Monarchia Indiana del  1615 (qui in una bella ediz. illustrata dell'inizio del Settecento), importante storia degli stati e popolazioni precoloniali d'America; e la prima opera sistematica sui Muisca, di frate Bernardo de Lugo, Gramatica en la Lengua general del Nuevo Reyno, llamada Mosca, del 1619.
Oltre a disegni d'epoca sui costumi popolari dei muisca:
e una ricostruzione dell'abbigliamento di una nobildonna locale :

Si conservano per la memoria storica, ritratti dei più importanti capi indigeni. Se nella parte meridionale di questi territori il governante (come già dicevo trattando della storia di Bogotà) veniva chiamato Zipa,  e zipazgo il suo dominio, qui nel nord era detto Zaque, ed era il signore politico-militare di una generazione di cacicchi (cioè dei rispettivi duistretti detti cacicazgos) con sede a Hunza.

Quemuechatoca, Zaque di Hunza (poi chiamata Tunja)

Il grande xeque (sacerdote) Idacansas, del centro cerimoniale più importante dei Muisca e di tutti i Chibcha, cioè la Valle del Sole (Sugamuxi):
il sacerdote di Sugamuxi

una copia del drappo del Sole

L'insieme dei territori dei Muiscas si estendeva sui dipartimenti di Cundinamarca (=paese del condor) e di Boyacà:


usciamo



Lasciamo questo monastero nel suo bel silenzio agreste.

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§.2
Il paese di Ràquira è carino e molto colorato. Pieno di negozietti di artigianato locale.
Pranziamo su un terrazzo, io prendo un ajiaco molto buono, e annalisa un bagre, un pesce fresco di fiume, alla griglia, e beviamo un jugo de feijoa.


ajiaco

succo di feijoa

Ràquira è a 25 chilometri da VdL, ed è noto per le ceramiche, i vasi di terracotta, ma anche per le ceste, i ponchos, le amache, le statue di creta o intagliate nel legno, ed è una festa di colori:









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