domenica 6 ottobre 2013

Bali 2 (Ubud)

Terzo giorno,  venerdì 6,  Ubud

Telefono al padrone della pensione di Ubud e chiedo se ha qualcuno che venga a prenderci per portarci da loro; ci mandano Wayan che per 16€uro e ci accompagna là. Ci vuole circa un'ora e mezza di viaggio nel traffico stradale.
Inizia dunque il nostro viaggio!
Attraversiamo la grande area urbana di Kuta-Denpasar, poi incomincia una bella campagna. Si sale verso le colline e si passa per diversi terreni tutti a risaie... ecco Bali. Poi lungo il lato sinistro cominciano a susseguirsi moltissimi templi e tempietti... ecco Bali. Il driver ci spiega che è perché ce n'è uno per ogni aggregato famigliare, uno per ogni villaggio o quartiere, e ogni tanto uno pubblico. E ci fa notare che sono rivolti sempre con l'ingresso a nord-est, verso il Tempio Madre di Besakih sulle pendici del grande vulcano.
Entriamo infine nell'area di Ubud, che è un borgo molto sparso ed esteso. Ed eccoci al "Nick's homestay", dove abita la famiglia (che è proprietaria anche del Nick's hotel, e di una spa wellness) in jalan Hanoman N°57 in uno stretto gang laterale. Ci danno una camera bella grande con tre lettoni di bambù e il ventilatore al soffitto per circa 28€ totali a notte, con BF (breakfast), in tre. Nel bagno (che avevamo chiesto fosse "chiuso" =all'occidentale) comunque c'è la doccia con sotto dei ciottoli. Anche qui dunque abbiamo i sassi in bagno...! fa una curiosa impressione...

Anche qui siamo al piano terra e abbiamo una ampia veranda dove trascorreremo non poco tempo.
E' proprio il compound (il "recinto") dove vive la grande famiglia di Yandé Budiyasa, con le loro abitazioni e i piccoli templi domestici. E dove c'è una parte del terreno in cui hanno edificato delle casette con stanze per ospiti. Andremo anche a vedere il Nick's hotel dove si è liberata una stanza, ma ci piace di più stare in un ambiente famigliare e autentico. Yande ne è molto contento. Ci fermiamo per 10 giorni.

Alle tre andiamo a prendere un lunch da "Artini" Warung, quest'ultima parola significa posto per mangiare, trattoria. Per una zuppa di patate, un pollo soto ayam, una frittura mista, succo d'arancia, bottiglia grande d'acqua, e non ricordo che altro, spendiamo 9€ in totale in due. A differenza di altri paesi, qui capiscono le tue esigenze, tipo non troppo piccante, o senza quell'ingrediente, o mettimi questo ingrediente o contorno invece di quello... e sono sempre molto gentili e accomodanti. Ad es. chiedo che mi dia una spremuta d'arance ma senza ghiaccio e senza aggiunta di acqua, e me le fa effettivamente così.
Quando torniamo alla Homestay, il merlo mi saluta con un potente fischio, il pappagallo mi riconosce, e il loro cagnetto vorrebbe giocare, mentre il gallo è impegnato a inseguire una gallina.
Andiamo a fare un giro in centro storico, ammirando il palazzo reale, un grande tempio, dei giardini.






Combiniamo subito per andare a vedere in serata una esibizione di danze con accompagnamento musicale tradizionale, che si tiene ogni venerdì sera alle 19:30 nel Puri Saren, l'ex palazzo reale. Il biglietto non ha valore di prenotazione posto, ci si siede a caso o su seggioline o sul muretto, o per terra (primo arrivato meglio accomodato). Lo spettacolo è una combinazione di musica dei gamelan, cioè di xilofoni di metallo percossi con martelletti, gong, e varie altre percussioni, e altri strumenti come il flauto, e di danze di vari danzatori che interpretano dei personaggi e degli episodi delle leggende del folklore balinese rielaborate sulla base di brani dell'antico "Ramayana". Quindi una combinazione di musica, danza e teatro. Interessante e a tratti anche bello esteticamente; bei costumi e brave ballerine. Un po' troppo lungo, dato che è difficile da seguire la storia che si sta svolgendo. A volte la musica sembrava come fosse prodotta da un organetto meccanico, a scatti e molto scandita, ritmata, in definitiva abbastanza ripetitiva. So bene che quando in occidente la si conobbe suscitò grande interesse, ho letto prima di partire il libro-diario di Colin MacPhee, e inoltre so che Debussy, Britten, Bartòk, e Messiaen e altri ne hanno inserito le sonorità in loro composizioni, però non mi sembra che raggiunga alti livelli di espressione. E' suggestivo che la rappresentazione si svolga nel palazzo che il re di questo territorio fece costruire nel sedicesimo secolo con vari cortili tra cui questo, detto Ancaksaji, cioè dedicato proprio agli spettacoli, alla musica e alle arti performative.
i gamelan dell'orchestra
il grande e il piccolo gong

Gli esecutori sono molto impegnati e prendono con estrema serietà e grande partecipazione emotiva lo svolgimento dei drammi musicali in corso, che hanno per loro il valore di una sacra rappresentazione. Si tocca con mano ad es quel che doveva essere in occidente anche il dramma teatrale greco antico, che era parte di celebrazioni e riti di carattere religioso.
alcuni orchestrali

L'ingresso costa 5€, e si giustifica per il fatto che si tratta di una troupe di riconosciuto alto livello artistico (è la "Sadha Budaya"). Lo spettacolo riguarda a livello introduttivo danze Legong con musica gamelan, e poi quattro atti di teatro Barong, dal nome di un demone protettore, con vari personaggi mascherati, e vicende che tutti conoscono benissimo, essendo la trama sempre la stessa, ma di cui si valuta la bellezza della interpretazione (cosa di cui noi non siamo in grado di giudicare alcunché). Fortunatamente ci danno un prospetto illustrativo in inglese per poter seguire lo svolgimento del dramma (in parte mimato), dato che tutta la componente cantata o parlata è in balinese.

il mostro Barong in sembianze leonine
la eroica scimmia Hanuman
compaiono vari altri personaggi

La danza introduttiva si teneva nel cortile del palazzo per intrattenere i regnanti e la corte del regno di Gianyar con tre ballerine che mettono in scena la vicenda di re Lasem che si era invaghito della principessa Langke Sari e la voleva anche se lei era contraria, ma infine l'arrogante re cade in battaglia. Segue l'ingresso del protettore Barong e della scimmia sua dispettosa amica. Poi entrano dei danzatori uomini con una maschera bianca per cui non si sa se siano di così gran bellezza come appaiono o siano demoni, che fa simbolicamente riferimento alla tradizionale filosofia giava-balinese detta Rua Bineda (o Rwa Bhineda), cioè della duplicità, per cui ogni cosa ed evento ha sempre almeno due aspetti opposti compresenti. Seguono come dicevo 4 atti con personaggi e intreccio piuttosto complesso.

Eccoci dunque già subito entrati addentro alla tradizione culturale balinese, che è così particolare e ricca. Dopo lo spettacolo ceniamo proprio in Jalan Raya (che è la via principale) al "Coco bistrò" per 7€ a testa, molto bene. Annalisa prende uno snapper fish caramellato veramente fresco e delicato,  e io fettuccine mie goreng, rendang daging, bruschette all'aglio, acqua grande e Sprite. Lì a fianco intanto uno si fa fare all'aperto -in pubblico- un massaggio alla schiena seduto su una speciale poltrona. Sul marciapiede due topi si rincorrono.
una figura mitica, che mi sembra come una specie di "Arpìa Eumenide"

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