martedì 26 settembre 2017

Viaggio in Etiopia - 16 ( da Konso a Yabello ) circa 100 km

martedì' 29 agosto

Lungo la strada di terra non c'è proprio nulle de vedere, né paesi né paesaggi. Ci sono dei baobab piccolini con dei fiorellini stupendi. La strada è in corso d'opera da parte di una ditta cinese, e dovrebbe teoricamente essere pronta per il 2018. Per il momento è tutta accidentata e con continui  frequenti lavori in corso.


Se dobbiamo fare 100 km tutti così, allora la Konso-Yabello è veramente un tratto di lunga percorrenza. Lungo la strada vengono anche posati degli enormi e imponenti tralicci elettrici in vista del completamento da parte della ditta italiana Salini di una importante diga (Gibe III) sul corso del fiume Omo, che dovrebbe essere pienamente operativa nel 2018. Già adesso si è in parte formato un invaso non molto ampio ma lungo 150 km che ha allagato molti precedenti villaggi rivieraschi. Ma poi il bacino delle acque si amplierà notevolmente. Si teme per i laghi come il Tùrkana a cui giungerà meno acqua. Anche il nostro presidente del consiglio Matteo Renzi è stato qua due anni fa per complimentarsi con le maestranze italiane, e lodando questa ditta "Salini Impregilo", all'avanguardia nel campo dell'ingegneristica, e in generale lodando ciò che l'Italia fa nei paesi poveri e in via di sviluppo... Purtroppo questo grande cambiamento sta modificando la vita delle popolazioni che vivono lungo il fiume, e poi travolgerà l'esistenza stessa di villaggi, di comunità tribali e di stili di vita. Qui questi pastori e allevatori semi-nomadi avevano da secoli raggiunto un equilibrio tra uomo e ambiente naturale, che in un prossimo futuro non sarà più possibile che continui. (vedi  l'intervista al fotografo Fausto Podavini su youtube.com/watch?v=mO_cy1P8Ixc&t=358s, e anche il servizio di Rita Rocca per Rai3: youtube.com/watch?v=2mJq5SEpSqc  del marzo 2016 )
 Ma la ditta Salini sta costruendo in Etiopia anche una grande diga sul Nilo azzurro che è più grande di quella sul Nilo egiziano ad Assuan, e creerà un lago di 1900 kmq (si è preoccupati anche lì per il forte impatto sull'ambiente naturale, e sia il Sudan e il Sud-Sudan che l' Egitto temono una riduzione dell'apporto di acque nei loro territori, e il blocco del limo che fertilizza ampi terreni). Il contratto per un' altra ulteriore diga a Koysha (il nuovo megaprogetto idroelettrico) comunque è stato già firmato.
Chissà se nel prossimo futuro tutto ciò cambierà il paesaggio naturale ed umano, rispetto a come lo abbiamo visto noi ? ...
Qui si pone l'interrogativo su cosa si intenda con sviluppo? come attuare il passaggio da una condizione definita "sottosviluppata" ad una che sia di sviluppo civile e sociale...

Passiamo il posto della dogana, inteso principalmente per chi viene dal Kenya, e proseguiamo.
Lasciamo la Southern Region (SNNP), per rientrare nella regione di Oromia. E più precisamente lasciamo la ex provincia di Gamo-Gofa, ed entriamo in quella del Sidàmo.

Ecco che finalmente, appena inizia il territorio tribale dei Bòrana, inizia l'asfalto...
Quelli che abitano lungo la strada preparano la carbonella e poi la mettono in grossi sacconi di charcoal da vendere, oppure espongono mucchi di legname, o di pali, o di fascine, o di fieno.


 taniche d'acqua

donne da soma


 pastore
sacchi di carbone in vendita





Ci sono molti uccelli come quelli blu metallico, e altri più grandi, vediamo anche dei parrocchetti verde smeraldo cangiante. Ci sono le solite belle acacie di due o tre varietà, e cedri juniper, e poi palme e cactus.



tacchini rigati


Poi il territorio diviene sempre più secco e polveroso




 nidi di uccelli


a destra pastorella e a sinistra termitaio
villaggio

neonato bianco

tre piccoli fratellini

Ci sono diversi dromedari e cammelli che vanno in fila lungo la strada o che corrono liberamente. Il solo esistere di questa grande striscia di asfalto ha modificato il paesaggio e l'ambiente. Sia gli animali che gli umani non sono ancora abituati alla strada asfaltata dove le auto e i camion cercano di andar veloci (essendo nuova non ha ancora buche), e non sanno regolarsi e come reagire in modo adeguato. Ad esempio i pastorelli con le loro capre non sanno intervenire per indirizzarle, per es. molte volte le mandano dallo stesso lato verso cui si sta spostando l'auto per evitare il gregge.
Qui siamo vicini al bordo di un territorio arido e desertico, ci sono sempre meno alberi e c'è già della sabbia che vola in aria col vento.

Gli abiti colorati dei Bòrana sono quelli che già cominciamo a vedere lungo la strada.






pastorello col suo giocattolo e le 6 mucche da accompagnare

... e poi anche arrivando in città:





Sono -come si dice in inglese- pastoralist, cioè dediti all'allevamento e accudimento di greggi di ovini o anche di mandrie di bovini, e altri animali come gli zebù, e quindi i Bòrana fanno anche i mandriani e praticano la transumanza. A fianco di questa attività che da il tono alla loro organizzazione sociale e alla loro cultura, praticano anche l'orticoltura, e l'allevamento di pollame o di altri piccoli animali, e una coltivazione di sussistenza di sorgo, o grano, per poter poi preparare l'injera che è la base dei loro pasti. Comunque in generale i popoli che abitano la regione del sud, ma anche i territori a ovest, praticano almeno per l'80% una economia pastorale e da allevatori, e una agricoltura manuale con attrezzi in legno e pietra o osso. In questi ultimi decenni vivono anche se marginalmente approfittando dei mercati dove possono comprare (per quel minimo per cui si sono procurati dei soldi in moneta) delle padelle e delle pentole di metallo, e taniche di plastica. Il che non toglie che  pongano piccole trappole per animali o vadano a caccia di lepri, e di uccellagione, o occasionalmente facciano in gruppo della caccia grossa. Le donne sono da sempre comunque dedite all'attività di raccoglitori, scovando erbe, tuberi, e cespugli, bacche per l'alimentazione, o la conservazione, o per la cura. Quindi vi sono molteplici attività.

Eccoci infine a YABELLO, cittadina di 20mila ab. che si trova già sull'altipiano, a 1857 m. slm, c'è una parte più in su, su un dosso, e un'altra parte più in giù sul pianoro.


ecco il Motel Yabello, l'entrata sul retro dove c'è il giardino del bar

Ci sistemiamo all'incrocio dove ci sono due distributori di benzina, si chiama "Yabello Motel". Ci sono due giardinetti, e un ristorante. Le camere danno tutte sul giardinetto del cortile, nel senso che la parete esterna con la porta è di vetro, e si ottiene la privacy tirando una grande tenda. Ma in quel modo diventa subito piccola, poco più del letto a due piazze, e squallida. C'è una camera più grande libera che sarebbe la family room, per famiglie numerose. Chiediamo di passare in quella, dato che resteremo per due notti, e visto che è vuota e loro stessi ci dicono che non è stata prenotata, per cui non essendo più weekend non dovrebbero esserci problemi. Sono molto incerti, anche se ovviamente noi ci diciamo disponibili a pagare un supplemento. Infine concordiamo di aggiungere 20 dollari (=17€uro). Così abbiamo un ambiente più spazioso e siamo un po' meno in vista.



Al termine del pranzo chiediamo se hanno della frutta perché è da vari giorni che non la troviamo. Quindi insistiamo chiedendo se hanno per es. un mango o una arancia. Ci porta dopo molto tempo due tazzine di sciroppo di mango mischiato con sciroppo di arancia, bollenti .... Comunque era buono.
l'area del giardino col  bar-ristorante

E' già da diversi giorni che nei ristoranti e nei bar non beviamo più da brocche l'acqua cosiddetta "purificata", ma la prendiamo solo da bottiglie sigillate di produzione industriale.

(continua )

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