sabato 16 settembre 2017

Viaggio in Etiopia - 7 (il mercato di Key Afer)

(continua giovedì 24 agosto)

Al Key Afer Tribal Market le varie etnie si incontrano e si scambiano non solo merci, ma anche informazioni, conoscenze, e aneddoti. Siamo nel territorio del popolo Tsemay, ma il mercato è affollato più che altro da Banna e da Hamer, e altri.

 una pellegrina

la via verso il mercato


donna Hamer stupìta perché le offriamo una saponetta

l'ingresso al mercato

uomini Banna

il piccolo Michael ci accompagna all'ingresso del "bar"
 tutti a bere la loro birra fermentata e alcolica di sorgo e mais


Appena giungiamo, subito ci vengono incontro diversi ragazzini. Ci prendono delicatamente per mano. Prima Michael, poi si aggiunge Elizabeth, e anche Emma, poi altri. Devo separare le dita in due gruppi di due dita oltre al pollicione, in modo che tutti possano tenermi per mano dalle due parti. E parlottano in inglese benino. Andiamo nel grande spiazzo, un pratone dove molti hanno messo a terra i loro prodotti.  Ci facciamo un po' aiutare dalla guida a tradurre per contrattare, ma poi continuiamo per conto nostro.


 abbigliamento di una etnia simile a quella Hamer

vendita verdure

giovani Banna


Una ragazzina più grandicella mi chiede se possiamo comprarle un paio di infradito di plastica. Va bene. Allora si scatena a cercare delle belle pantofole con attaccati dei vetrini brillanti. E poi allora anche gli altri vorrebbero avere delle pedùle, ma il venditore alza i prezzi un po' troppo, per cui ne compriamo solo tre paia.


Ma si presenta lentamente una ragazzina che ha problemi ai piedi, un po' deformati, e cammina piano, anche lei è a piedi scalzi, e ci dice che vorrebbe tanto avere delle scarpe. Così troviamo quelle che forse le si potrebbero adattare, e insomma a questo punto c'è una gran folla di bambini che ci viene a chiedere scarpe. Purtroppo dobbiamo allontanarci per la troppa confusione che si è creata, avendo comprato solo alcune paia per quattro o cinque (ad un prezzo che comunque ci pare eccessivo).
Ma sono stati tutti abbastanza "garbati" e ben educati (nei limiti del contesto) e ci lasciano una buona impressione, dato che ci aspettavamo molto di peggio (ripensando a certe situazioni in Pakistan, in India o in Egitto o altri Paesi).

Proseguiamo a gironzolare e curiosare. Ogni tanto dei nuvoloni coprono il sole, e poi si sgombra e il sole è davvero fortissimo, spaccacranio.

Ci sono diverse donne della etnia Hamer (che poi visiteremo nei prox giorni).
con la gonna di pelle di capra e una Tshirt (e una zucca cava)



una Hamer e altre donne che vanno a prender acqua


donne di varie provenienze


ci sono solo due mosche bianche che si avviano verso il mercato

 balle di fieno

area souvenirs per turisti

statuine in legno che sembrano una caricatura di loro stessi

gonne di pelle, un gioco tradizionale, ed altro (si direbbe una cultura in svendita)

Ripartiamo


(continua)

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