sabato 5 novembre 2011

In un villaggio di Masai (2002), 1

siamo nell'interno del Kenya, nell'area di Tsavo, in visita di un villaggio di pastori e allevatori di bestiame (bovini) Masai.


Veniamo invitati ad andare a far loro visita. Ci accompagnano. Tutto il villaggio è recintato da uno spesso intrico di grossi rovi appuntiti, con una sola porta.


il giovane che ci accompagna (e ci fotografa...):



le donne sono vestite di blu, e col capo rasato

gli abiti maschili hanno del rosso o violaceo

si noti la finestra. le pareti sono di frasche, canne e paglia impastate con sterco di vacca e fango



2 commenti:

  1. Molto suggestive..Davvero un'altra dimensione. Penso a quel proverbio africano, così semplice ed efficace, rivolto a noi occidentali: "Voi avete l'orologio...Noi abbiamo il tempo".

    RispondiElimina
  2. Anna mi manda questo commento :
    L'India è un Paese che da tempo mi affascina e che spero di potere vedere presto, quindi le foto del blog ed i relativi commenti contribuiscono ad alimentare le mie aspettative.
    Ho trovato le foto dei villaggi Masai particolarmente suggestive.
    La cosa che mi ha colpito di più è l'eleganza, il vigore e la bellezza delle persone, che contrastano fortemente con l'esilità e la miseria delle capanne in cui abitano.
    In India, invece, è quasi il contrario: meravigliosi palazzi, che testimoniano fasti passati, contrastano con condizioni attuali molto più precarie, di cui anche le persone sono espressione.
    In entrambi i casi, tuttavia, riscontro un culto delle tradizioni (abiti, riti...) che da noi è in declino, e che forse aiuta queste popolazioni a mantenere il decoro e la dignità che li contaddistinguono, anche in situazioni ben lontane dai nostri standard di sviluppo.
    Penso all'istinto di sopravvivenza approfondito in una delle ultime lezioni, e mi "faccio persuasa" (alla Montalbano!) che sia molto più forte in queste popolazioni rispetto alla nostra, avvertendo la sensazione, ad es.(ma senza alcun tipo di riscontro), che queste popolazioni ricorrano al suicidio molto meno frequentemente della nostra, pur vivendo in condizioni per noi difficilmente sostenibili.

    RispondiElimina