giovedì 17 novembre 2011

viaggio nel regno dello Swaziland, 2

Seconda puntata: 13 agosto
uno stimato anziano guerriero swazi detto Umbutfo 
(post card di S.Hall)

Il giorno dopo, attraversata la Riserva Naturale della valle di Ezulwini, entriamo nello Swazi Cultural Village a Mantenga, che è un "museo vivente" all'aperto sulla civiltà locale africana


lezioni e dimostrazione di cucina tradizionale

come si deve fare per erigere una staccionata

come si costruisce una robusta capanna (che duri 30 anni)

l'ingresso ad una grande sala riunioni

Questo è un vero villaggio rurale, abitato dalle persone che intrattengono i visitatori. La nostra guida era un omone veramente grande e grosso, simpatico. E' rimasto molto incuriosito dal nome di Annalisa, e trovava spesso dei pretesti per chiamarla per nome. Parlava ad alto volume però con un tono piuttosto basso. Spiegava come si preparano certi cibi, o come si fa ad intrecciare le canne per fare una staccionata, ecc. Poi ha scherzato con Ghila dicendo che se si volesse sposare qui, potrebbe valere 35 o 45 mucche... Quindi avendo preso confidenza mi ha proposto di cambiarmi d'abito sinché siamo qui, per cui mi ha tolto la Tshirt e mi ha dato il suo telo da avvolgersi intorno a mantello.

Dopo di che, ci ritroviamo ad essere messi assieme a una gita di scolaresche con bimbi e maestre, per andare ad assistere ad uno spettacolo di canti e danze tradizionali. Ci sediamo sulle gradinate assieme a bellissimi bimbetti neri (ci separano in modo che ognuno sia circondato da scolari). Ogni tanto le maestre collocate qua e là, commentano e spiegano agli alunni il senso di quel che viene rappresentato. Tutti sono buonissimi e obbediscono e stanno ben composti, attenti e abbastanza in silenzio. Una insegnante di ragazzini più grandi parlava loro in inglese, ma con un accento parecchio strano, per cui si faceva fatica a capirla. 


siamo gli unici "bianchi"

inizia lo spettacolo con una scenetta ridicola di presa in giro della figura della svampita

poi incominciano canti e danze tradizionali (sibhaca)

i giovani guerrieri

il coro femminile e lo sciamano, personaggio "strano"


(ripenso alla nascita della commedia e della tragedia nella Grecia arcaica)



Ci è piaciuto, perché il contesto era veramente autentico. I danzatori erano i giovani, mentre le giovani più che altro cantavano. I balli mimavano situazioni in cui esibire la potenza virile, sia in simulazioni di caccia, che facendo i guerrieri in combattimento. I ragazzi erano veramente muscolosi e asciutti, con un corpo perfetto, atletico. E poi come sempre, la musica era coinvolgente e trascinante, soprattutto per i ritmi incalzanti. Le donne del coro avevano una bella voce.
I bambini così come gli adulti spesso ridevano per situazioni che non ci sembravano per nulla buffe. Così ho chiesto ad una maestra che avevo sentito parlare in inglese, se poteva spiegarmi che cose ci fosse da ridere. Ma lei non ha capito il senso della mia richiesta. 

Poi siamo andati a vedere un bellissimo posto abbastanza vicino, con una natura stupenda, una cascata che si gettava in un laghetto di acqua trasparentissima, in mezzo ad una vegetazione rigogliosa. C'erano pure tante scimmie che giocavano rincorrendosi fra gli alberi. 


Più tardi siamo stati in una villa che era anche bel negozio lungo una strada sterrata, con una deviazione, c'era un giardino splendido. Era pieno di fiori dai mille colori, con statue sparse. Il negozio occupava diverse grandi stanze, e c'era pure un bar-caffè molto carino, di buon gusto. Sulla veranda alcune gabbie con uccellini e pappagalli vari colorati. C'erano dei bei gattoni, e anche dei vecchi cagnetti, molto buoni e tranquilli. Vendevano anche della bella bigiotteria artigianale. 

Quindi poi siamo andati ad un mercato, cioè erano delle bancarelle, negozietti, uno attaccato all'altro in una lunghissima fila su un prato poco discosto dalla strada. Ci siamo soffermati in un negozio-tenda, dove la signora era molto bella e giovane ed aveva un bellissimo bimbetto di meno di un anno. Quando era impegnata a trattare con i clienti lo appoggiava in uno scatolone di cartone che aveva lì per terra, con dentro delle copertine. E lui stava lì buono a guardare in su.

C'erano dei bei tessuti tipo batik con bei colori e disegni, e anche dei bei quadri. Ne abbiamo comprato uno, che ho appeso a casa. E inoltre delle terrecotte, delle statuette, candele decorate, e oggetti in vetro riciclato.

[a partire da qui sotto non sono foto mie ma da cartoline, manifesti, o depliant e brochure]

donne maritate (con scacciamosche), casalinga prepara il pasto, giovani intrecciano cesti di sisal

ragazze che scherzano durante una cerimonia tradizionale (la reed dance)

la cerimonia della danza con canne, o giunchi (reed dance), detta umhlanga


(sopra e sotto) cerimonia per il fidanzamento delle principesse

in costume tradizionale da guerriero
 indovino-astrologo e "sciamano" (medicine-man)
suonatori di tamburo
una bella giovane swazi, testimonial delle linee aeree nazionali 
(Swaziland Airlink)

14 agosto
Dopo un buon breakfast mattutino, abbiamo fatto un piccolo "safari" (che significa giro, viaggio) fotografico andando con la nostra auto in un Parco Naturale privato di modeste dimensioni. E' noto per avere degli ippopotami in un laghetto, e dei facoceri ovvero warthog (oltre ad altri animali). Abbiamo fatto un gran girare per le varie sterrate che sono come dei sentieri di terra sconnessa che vanno su e giù per delle colline, e ci siamo completamente ricoperti non solo l'auto di terra rossiccia, ma anche noi stessi e i nostri vestiti di polvere finissima. Quanto agli animali c'erano zebre, e vari esemplari di antilopi, e antilopi roan (o fulve), dik-dik, gnù "blu" (wildbeest), e altri.

Abbiamo pranzato in un posto carino all'aperto, con un lago con ippopotami e sopratutto coccodrilli. C'erano dei cartelli che avvisavano di restare a distanza dalla staccionata protettiva perché quei coccodrilli sanno saltare anche in alto...

Quindi poi siamo andati in un luogo chiamato "Gone Rural Swazi". Si tratta di un insieme di negozi, gallerie d'arte ristorante, un laboratorio di tintura, un internet café e altro. Si trovano tappeti, cesti, set da tavola, panieri, cose originali da appendere, candele, spiedini, ecc. In più c'è una casa strana arredata in modo kitch  chiamata "house on fire". Il tutto con un bel giardino.



Per ora, terminerei qui la rassegna di foto su questo piccolo  bel Paese, che è in corso di rapida modernizzazione (anche se il re tiene molto a che si conosca la cultura tradizionale e si mantenga la pratica di celebrare riti e cerimonie storiche)

Si veda il sito ufficiale http://www.thekingdomofswaziland.com/pages/activities/activity.asp?Activity=Cultural+Activities
o www.welcometoswaziland.com
o anche: https://en.wikipedia.org/wiki/Culture_of_Swaziland


carlo_pancera@libero.it

1 commento:

  1. Dujour WhitespawnNov 24, 2011 09:08 AM
    io invece su quel viaggio per ora ho solo scritto questo post
    http://viaggiguerrieracercatrice.blogspot.com/2011/11/appunti-sullo-swaziland-e-il-principe.html

    RispondiElimina